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1 – PROFILO STORICO DEI SECOLI V E IV

1 – LE GUERRE PERSIANE

- Un’epoca splendida nella storia della civiltà

Il V sec a.C. è considerato l’età classica della Grecia, un’epoca splendida e forse irripetibile nella storia delle civiltà. Atene ebbe il massimo trionfo della democrazia e divenne il centro culturale, otre che politico, del mondo greco. La produzione di questo periodo sopravvisse alla rovina militare della città e fu esemplare per la civiltà europea successiva. Al tempo steso fu un’epoca caratterizzata da grandi tensioni che sfociarono in un lungo conflitto tra Greci, la guerra del Pelopponeso, che portò a un rapido declino delle πόλις (come organismo politico autosufficiente).

- Le guerre persiane

Nei due assalti persiani che subì la Grecia all’inizio del V sec la posta in gioco era l’indipendenza stessa delle città greche.

498 a.C. Le colonie greche dall’Asia Minore reagiscono alla Persia, perché non vogliono più dover pagare i tributi. In particolare insorge Mileto dicendo di non essere persiani ma di essere coloni greci, Mileto chiede aiuto a Atene che invia delle truppe, queste però arrivano troppo tardi e Mileto viene distrutta; la distruzione di Mileto è simbolica per i Persiani che avevano già predisposto di sottomettere la Grecia
490 a.C. La flotta persiana, sotto il re Dario, cerca di sottomettere le isole cicladi e presso Eretria (in Eubea) viene schierato l’esercito nella piana di Maratona dove ci fu uno scontro epocale. Era stato richiesto l’aiuto agli spartani ma gli spartani a causa dei riti propiziatori per la spedizione arrivarono in ritardo, nonostante questo gli ateniesi riuscirono ugualmente a vincere.
480 a.C. I persiani ritentano la missione con come capo Serse, “Gran Re” nome ufficiale del re persiano (succeduto al padre Dario), intanto a Atene governava Temistocle, personaggio astuto e fine. Serse divide la potenza militare per terra e per mare e il suo piano è estremamente raffinato ed impegna economicamente la Persia. La cavalleria varca lo stretto dei Dardanelli dove viene costruito un ponte di navi, però il mare dell’ellesponto è molto mosso e per far arrivare prima le navi Serse fa forare un monte, così le navi giunsero in poco tempo.
La spedizione viene però rallentata da Leonida e i suoi 300 spartani nella battaglia delle Termopili (stretto passaggio a strapiombo sul mare), inutilmente per 4-5 giorni i persiani tentano di passare ma alla fine ci riuscirono con l’aiuto di un disertore tra le file degli spartani che li conduce per un passaggio secondario.
La via per Atene era aperta.
Temistocle si rivolge all’oracolo di Delfi e Apollo (difficile da comprendere) risponde “con mura di legno”; Temistocle capì e fece evacuare la città (donne, vecchi e bambini) a Salamina e fece costruire moltissime navi. I contingenti navali a Salamina vinsero la pesante flotta dei Persiani nella battaglia di Salamina, sebbene Atene fosse saccheggiata e incendiata. I persiani rimasti senza appoggio navale dovettero ritirarsi e l’anno seguente (479 a.C.) Serse tornò in patria e le truppe persiane rimaste in Grecia furono annientate nella battaglia di Platea mentre la flotta venne di nuovo sconfitta dagli ateniesi a Micale (promontorio della Ionia). Contemporaneamente le città siciliane sconfissero presso Imera i Cartaginesi (480 a.C.) che erano sbarcati con un esercito per sottomettere l’isola.

- La stabilizzazione delle frontiere

Dopo i successi di Platea e Micale la guerra non terminò, formalmente Greci e Persiani rimasero in stato di belligeranza ancora per alcuni decenni, si tratto però di una guerra “fredda” in cui a scontri si alternano periodi di tregua e nessuno dei due contendenti si impegnò seriamente per annientare l’avversario. La frontiere si stabilizzarono per circa un secolo, durante il quale i Greci erano padroni del mare Egeo e delle coste dell’Asia Minore, i Persiani conservano intatto il resto del loro impero.

2 – LA LEGA DELIO-ATTICA E L’ASCESA DI ATENE

- La lega delio-attica

I meriti della vittoria militare sui persiani erano pari tra spartani e ateniesi, ma furono principalmente gli ateniesi a trarne il maggior vantaggio. Si capì che la Grecia anche se era riuscita a sconfiggere i Persiani aveva bisogno di difendersi e per la posizione affacciata sul are c’era bisogno di maggiori truppe.

477 a.C. si crea una lega navale per tutti i greci, Lega Delio-Attica, un’alleanza militare tra Atene e le città ioniche con sede nell’area di Atene, che man mano assume quella posizione di egemonia che inizialmente non aveva. La lega era governata da un consiglio che si riuniva una volta l’anno, durante il quale tutte le città avevano diritto di voto. Il patto di alleanza prevedeva che Atene fosse alla guida della coalizione e che gli alleati contribuissero alla difesa comune fornendo contingenti militari o versando un tributo, della cui riscossione era incaricata Atene (vi provvedevano attraverso un collegio di esattori ‘Ελληνοταμίαι); questo meccanismo portò col tempo a favorire Atene: chi versava il tributo si trovava in una condizione di assoggettamento a chi lo riscuoteva.
Il nome “delo-attica” deriva dal fatto che la lega aveva sede nell’isola di Delo, isola sacra ad Apollo in quanto si diceva che lì fosse nato Apollo, nel tempio dell’isola era custodito il tesoro della lega; inoltre Delo era situata a metà strada tra Atene e le città ioniche. Nel corso del tempo questo rappresentò uno dei motivi di scontro e Pericle se ne impossessò per abbellire la città di Atene.

- Temistocle e la nuova politica di Atene

Temistocle, vincitore a Salamina, svolse un ruolo decisivo nel potenziamento di Atene: aveva intuito che la nuova politica ateniese avrebbe irrimediabilmente portato a uno scontro con Sparta, perciò era necessario proteggere la città da attacchi terrestri, la flotta invece non temeva confronti. Temistocle convinse gli Ateniesi a costruire le “lughe mura” che univano la città al suo porto, il Pireo, questo venne munito di un arsenale navale che le garantiva i rifornimenti e la libertà d’azione.

- Moderati e democratici ad Atene

Così iniziò un raffreddamento tra le due potenze greche che fino ad allora erano state concordi, però a Atene persistevano molti concilianti verso Sparta e causò una contrapposizione tra due partiti: quello moderato, vicino agli interessi degli aristocratici e dei contadini (entrambi traevano le risorse dalla terraferma) e favorevole alla pace, uno radicale, espressione diretta degli strati più modesti della popolazione (δῆμος=popolo) e fautore di una politica di egemonia marittima e di espansione commerciale e militare ai danni della Persia e delle altre città greche.

- L’ostracismo come potere politico

Il confronto politico fu duro e ai limiti delle regole della πόλις democratica: si ricorse all’ostracismo per allontanare temporaneamente dalla città (con voto popolare) un avversario politico.
Inizialmente prevalse il partito moderato, Temistocle fu esiliato (470 a.C.) e si rifugiò in Persia dove rimase fino alla morte (~450 a.C.). Poco più tardi il partito democratico prese nuovamente il sopravvento e usò con successo l’ostracismo contro Cimone (416 a.C.).

3 - L’ETÀ DI PERICLE

- Un aristocratico al servizio del regime democratico

Cominciò l’ascesa di Pericle che per 30 anni fu leader della fazione democratica ateniese e della politica ateniese. Pericle era il figlio di Santippo (ammiraglio del vittoriosa flotta di Micale) e per linea materna era legato al γήνος degli Alcmeònidi (famiglia nobile a Atene), Pericle dunque era un aristocratico al servizio del regime democratico.

- La partecipazione politica dei ceti popolari

Pericle rafforzò la componente popolare all’interno dello Stato trasferendo tutti i poteri decisionali all’assemblea (il popolo poteva far valere la sua superiorità) e stabilendo che chiunque poteva partecipare all’assemblea o al tribunale popolare come giudice aveva diritto a una indennità. E i cittadini meno abbienti furono motivati a partecipare attivamente alla vita politica, il cittadino sarà un nuovo mestiere, questa politica venne condannata duramente dai benpensanti.

- Democrazia e imperialismo

Con il trionfo della democrazia di accentuarono le tendenze imperialistiche di Atene, anche perché le spese che lo stato doveva affrontare per il mantenimento del popolo e per la sua politica di autocelebrazione (monumenti, Partenone) che richiedevano gradi disponibilità finanziare, colmate con l’uso dei tributi delle città alleate.
499 a.C. pace di Callia poneva la fine allo stato di belligeranza tra Greci e Persiani e riconosceva l’autonomia delle πόλις greche d’Asia, ebbe così inizio il periodo di massimo splendore per la città di Atene.
Dopo la pace con la Persia non c’era più motivo d’essere della Lega delio-attica ma Atene era così potente che riuscì a trasformare la lega in impero di fatto, il tesoro venne trasferito a Atene e il consiglio della lega non fu più convocato poiché ogni decisione era presa dall’assemblea di Atene e agli alleati fu imposta la dracma ateniese come moneta comune.

- Creazione e mantenimento del consenso interno

Gli Ateniesi si intromisero negli affari interni delle città alleate e favorirono l’istituzione di regimi democratici e molti cittadini attici furono inviati come coloni (κληροῦχοι) in varie località della Grecia. Questo perché serviva che un maggior numero di persone appoggiasse il regime democratico dato che il reddito di molti dipendeva dallo Stato (coloni, flotta, giudici, mercanti, artigiani ai quali la politica imperialistica consentiva il controllo dei mercati internazionali). I cittadini più ricchi erano tenuti alla liturgia (λειτουργία=contribuzione) che dovevano sovvenzionare le attività di pubblico interesse (opere teatrali, allestimenti di navi da guerra), si tratava di una tassazione ordinaria che consentiva di ridistribuire le ricchezze all’interno della città.

- La politica monumentale e la vita culturale

Non si badò a spese per adeguare Atene al ruolo di capitale della Grecia, grazie a Pericle fu ricostruita l’Acropoli (distrutta dai Persiani), fu costruito il Partenone, il più grande tempio del mondo greco come simbolo della grandezza si Atene (dedicato ad Atena Παρθένος=la dea Vergine protettrice della città), ci furono personaggio come Erodoto, Sofocle. La vita culturale Ateniese raggiunse il culmine.

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