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Egitto - La scrittura

Appunto di storia antica che, in maniera molto sintetica, descrive le caratteristiche della scrittura degli antichi egizi.

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La scrittura in Egitto

Oggi conosciamo quattro tipi di scrittura elaborati dagli egizi.
Il primo tipo è la scrittura geroglifica, risalente alla fine del IV millennio a.C. Il termine si riferisce al materiale di supporto di tale forma di scrittura, resistente e durevole come la pietra o l’avorio e utilizzato quasi esclusivamente nell’architettura monumentale. La scrittura geroglifica era composta da pittogrammi, piccole immagini dipinte in modo accurato, raffiguranti piante, animali, utensili, parti del corpo umano.
Col tempo la scrittura fu utilizzata anche per esigenze di carattere economico ed amministrativo. Alla pietra subentrò allora un altro materiale scrittorio, che facilitò il procedimento della scrittura, ma che permise anche la circolazione dei documenti da un funzionario all’altro, e migliorò, in tal modo, la gestione del grande apparato burocratico. Questo nuovo supporto, introdotto intorno alla metà del III millennio a.C., fu il papiro, ricavato da un pianta che cresceva in abbondanza lungo il corso del Nilo.
Con l’introduzione del papiro la scrittura geroglifica divenne più snella, veloce e meno curata nei particolari. Inizialmente questa scrittura fu adottata per esigenze d’uso quotidiano, commerciale e amministrativo; più tardi, verso il VII secolo a.C., fu impiegata anche nei testi religiosi ed è per questo che i Greci la definirono “ieratica”.
Oggi disponiamo di una grande quantità di testi egizi su papiro, provenienti in larga parte dalla valle del Nilo. Il clima secco di questa regione ha infatti favorito la conservazione dei documenti sia su papiro sia su altri supporti scrittori come il legno, la terracotta, il cuoio, a cui si ricorreva perché più resistenti e durevoli.
Verso il VII secolo a.C., il faraone Psammetico I introdusse la scrittura detta dai Greci demotica. Questa scrittura derivava dalla ieratica, ma non ne era una semplificazione; anzi, ricchissima com’era di nuovi segni, non tardò a configurarsi come una scrittura dl tutto nuova, senza più alcun legame con la “scrittura madre”. Le ragioni della nascita di questa scrittura rimangono tuttora oscure; certo è che venne impiegata per usi amministrativi, giuridici, letterali e anche privati e che rimase patrimonio di una ristretta élite.
L’impiego simultaneo delle tre scritture geroglifica, ieratica e democratica, per gli altri usi durò fino al III-IV secolo d.C. Nel V secolo d.C., con la diffusione del cristianesimo in Egitto, fu introdotto l’alfabeto copto, un nuovo tipo di scrittura, che utilizzava l’alfabeto greco, con l’aggiunta di nuove lettere.
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