Il sistema amministrativo

Un'efficiente organizzazione

Un paese esteso per centinaia di chilometri aveva bisogno di un solido sistema amministrativo e di un efficiente burocrazia, funzionali alla centralità del potere assoluto del faraone. Il sovrano si avvaleva di un Primo Ministro, il visir, che si occupava di funzionamento della macchina amministrativa e in particolare della giustizia, della tassazione, e delle opere pubbliche ed era coadiuvato a sua volta da funzionari di rango meno elevato, presenti a corte ho dislocati nei territori più lontani.
Il paese era diviso in 42 distretti, i nómoi, e i più o meno equamente ripartiti tra Alto e Basso Egitto, ciascuno amministrato da un governatore che, a sua volta, aveva alle dipendenze funzionari e burocrati di livello via via inferiore, dagli scribi ai capi villaggi.


Gli scribi

All'interno della società un grande ruolo è ricoperto dagli scribi; essi conoscevano la scrittura, fonte del loro potere, e costituivano l'efficiente burocrazia che assicurava il controllo di ogni aspetto della vita del paese. Essi venivano formati nelle scuole gestite dei sacerdoti presso i templi e rivestivano anche un ruolo di "mediatori" tra il popolo e il potere politico e amministrativo.

Gli scribi godevano di notevole prestigio, perché il loro patrimonio di conoscenze e competenze grafiche era indispensabile per un'amministrazione incentrata sulla capillare registrazione di entrate e le distribuzioni. Essi erano indispensabili per l'esazione dei tributi per la misurazione dei raccolti e delle scorte, per il computo del bestiame dato in allevamento.

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