Ominide 35 punti

La Mesopotamia è nata sulla sponda di due grandi fiumi: il Tigri e l'Eufrate.
Dalla sua posizione deriva il nome Mesopotamia (dal greco Mésos, che vuol dire: che sta in mezzo e Potamòs, che vuol dire: fiume), quindi "Mesopotamia" sta a significare "terra che sta in mezzo a due fiumi". La Mesopotamia era abitata da due popoli: i Sumeri e gli Accadi (popolazione nomade proveniente dal nord). Dalla lingua degli Accadi deriva il babilonese e l'assiro. Il territorio mesopotamico era suddiviso in città-stato autonome ( Ur, Umma, Uruk, Nippur). Nella città di Uruk è ambientato anche il poema epico più antico fra quelli oggi conosciuti: L'epopea DI Gilgamesh.
Da questi due fiumi, nel popolo mesopotamico sono nati diversi racconti sui diluvi e sulle inondazioni e straripazioni. Per coltivare dovevano avere sotto controllo i due fiumi e quindi controllare con prevenzioni e mano d'opera le inondazioni e le straripazioni dei due fiumi. Grazie a questa necessità gli abitanti iniziarono a pianificare i lavori e a suddividere i compiti: manutenzione ai fiumi, mano d'opera... Questa suddivisione del lavoro fece progredire i villaggi e, nel IV millennio a.C. si iniziò a formare la "città urbana". Con lo sviluppo della città urbana ci fu un aumento di popolazione e, nel frattempo si iniziò a creare il ruolo del "funzionario" e si iniziò a formare una gerarchia . La città "grande" era circondata da vari villaggi; di questo ricordiamo un antico motto mesopotamico:

La città piccola alleva il bestiame per il suo re, la città grande costruisce il tempio e scava il canale. I villaggi esterni mantengono la città centrale."
Grazie a tutte queste innovazioni (città, aumento della popolazione, pianificazione del lavoro, gerarchia...) ci fu un aumento di ricchezza e potere.
Questi ultimi erano rappresentati e manifestati attraverso lo Ziqqurat, il tempio-palazzo, munito di una scala esterna il cui salire rappresentava il salire in alto, salire verso Dio. Questa salita era compiuta dai principi-sacerdoti che erano considerati i "custodi della comunità", vivevano nel tempio-palazzo insieme ai funzionari, agli artigiani e ai vari commercianti della città, ed erano i gestori delle riserve presenti nel tempio-palazzo.
Per gestire le riserve di cibo nacque, per necessità, la scrittura. Essa nacque nel IV millennio a.C., ad Uruk, (una delle più fiorenti città della Mesopotamia) sui cosiddetti "gettoni di conto". La scrittura era praticata dagli scribi, persone venerate anche dal re, in quanto era una pratica di pochi (per diventare uno scriba occorrevano 20 anni di studio); essa era praticata su tavolette di argilla su cui erano incisi dei simboli con un cuneo. Sulle tavolette d'argilla oltre alla gestione delle riserve erano segnate anche le leggi e la storia della città; tutte conservate e rinvenute in archivi.
La scrittura si divide in 3 fasi:
1)Scrittura pittografica: rappresentava persone, animali o concetti in modo stilizzato. (scritta su argilla)
2)Scrittura cuneiforme: dove, oltre a rappresentare persone, animali o concetti erano presenti anche dei segni fonetici. (SCRITTA SU ARGILLA)
3)Scrittura geroglifica: scrittura sviluppatasi in Egitto. i geroglifici erano un misto tra scrittura pittografica e cuneiforme, considerata come una magia e ogni segno era considerato "vivente".(scritta su papiri che formavano dei rotoli).

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email