Ominide 195 punti

Roma - La Repubblica e l'Impero

Terminate le guerre con Cartagine, Roma dovette riorganizzare i territori conquistati. Nel 197 a.C si occupó della spagna, che venne divisa in:
• Spagna ulteriore;
• Spagna citeriore.
Il desiderio di Roma, infatti, era quello di mantenere i propri possedimenti cercando di espandersi anche verso Oriente, dove si trovavano i regni di Siria, Egitto e Macedonia. L'occupazione di questi territori avvenne attraverso delle guerre che videro il successo di Roma.
Il conflitto in Siria coinvolse anche le città greche perché il re siriano, Antioco III, penetrò con il suo esercito. Fu sconfitto nel 191 a.C dai romani alle Termopili. Con la guerre di Siria, dunque, diversi territori dell'Asia minore entrarono subito in possesso dei romani.
per quanto riguarda laMacedonia, vi furono tre guerre. L'ultima delle guerra, scoppiata nel 171 a.C, si concluse nel 168 a.C, con la vittoria dei romani a Pidna. Ci vollero 20 anni per sedare completamente le ribellioni e rendere anche la Macedonia una provincia romana. L'imperialismo romano dunque condusse a scelte politiche nuove che dovevano soddisfare nuove esigenze economiche. A Roma dunque la politica estera assunse un ruolo importante e, se prima delle tre guerre puniche, Roma dominava solo l'Italia centro meridionale, dopo poco più di un secolo aveva già ottenuto il dominio assoluto su tutto il mediterraneo.

Per gestire i nuovi territori Roma creò gradualmente nuovi ruoli e nuovi incarichi in modo da gestire le province dal pinto di vista militare e politico. Le nuove province vennero affidare ai proconsoli e ai proprietari. Ogni governatore, infatti, doveva amministrare la giustizia, gli eserciti, l'economia fiscale con la riscossione dei tributi e aveva un mandato annuale che non poteva essere prorogato. Questo perché i proconsoli avevano una gestione che era molto simile ad un potere assoluto.
La carica per governare dunque consentiva di prendere decisioni che non potevano essere messe in discussione neanche dai tribuni della plebe. Gli abitanti delle province erano considerati dei sudditi e avevano obblighi militari e fiscali diversi sia dai romani che dai cittadini italici. Ogni provinciale, infatti, doveva pagare un'imposta fondiaria che riguardava tutti coloro che avevano proprietà terriere, dovevano pagare le imposte indirette la dove sfruttassero miniere, cave o terreni che appartenevano al demanio. Per quanto riguarda la discussione dei tributi il ruolo successivamente venne affidato ai pubblicani, che erano dei veri e propri esattori.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email