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Roma monarchica

Il territorio tra il Tevere e i Colli Albani è abitato dai Latini

Una volta vicino al fiume Tevere c’erano delle paludi e alcuni colli ricoperti dalla macchia mediterranea. In queste zone vivevano i Latini, una popolazione che si dedicava alla pastorizia e all’agricoltura. Questi per sfuggire alla malaria e agli assalti delle tribù vicine, costruirono i loro villaggi tra i colli Albani e la riva sinistra del Tevere.

Roma in origine è un piccolo villaggio situato in prossimità del Tevere

Secondo la leggenda, Roma fu fondata da Romolo, discendente di Enea che era sbarcato sulle rive del Tevere. In realtà nel luogo in cui nacque Roma, si era formato un villaggio di pastori e agricoltori che divenne un punto di passaggio per i mercanti che trasportavano i loro prodotti agricoli, il bestiame e il sale (da cui prese il nome la Via Salaria).

Grazie alla favorevole posizione geografica, Roma diventa una città

Pian piano questo villaggio s’ingrandì e venne chiamato Roma, ed anche i fenici, i greci e gli etruschi scaricavano le loro merci alla foce del Tevere per venderle. Così Roma divenne una vera e propria città governata da un re. Vennero costruite strade, case, templi e venne circondata da mura.

La società formata da due classi distinte: Patrizi e Plebei

In seguito si formarono due classi sociali: quella dei Patrizi, formata dai ricchi proprietari terrieri e quella dei Plebei, cioè contadini, pastori, artigiani e mercanti. Poi vi erano i Clienti che erano al servizio dei patrizi, però ricevevano in cambio un po’ di terra da coltivare e del bestiame. Infine vi erano gli Schiavi, prigionieri di guerra o plebei che non avevano pagato i debiti. Questi dovevano fare i lavori più pesanti, potevano essere venduti o uccisi dal padrone, ma anche liberati, in questo caso diventavano Liberti.

Secondo la leggenda, Roma è governata inizialmente da sette re

Secondo la leggenda, a Roma regnarono 7 re, ma si pensa che ce ne furono anche altri, forse meno importanti. I 7 re furono: Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. Tra questi due furono Etruschi, Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo. Il re governava la città, comandava l’esercito ed era il giudice del popolo. Il re era aiutato dal Senato formato dagli anziani patrizi. Essi eleggevano il re, ma la loro scelta doveva essere approvata dai Comizi Curiati cioè da un’assemblea di cittadini.

Servio Tullio istituisce i comizi tributi e i comizi centuriati

Servio Tullio fece un’importante riforma. Per prima cosa divise la popolazione delle città e delle campagne in 21 tribù e venne fatta una nuova assemblea chiamata Comizi Tributi. Riorganizzò l’esercito, divise i cittadini in 5 classi sociali secondo la ricchezza. Nella 6 classe ci mise i nullatenenti che non potendo comprare le armi non potevano neanche combattere. Ognuna delle 5 classi doveva avere 100 soldati chiamati Centurie e questi potevano partecipare ad un’altra assemblea chiamata Comizi Centuriati.

La famiglia è la cellula fondamentale della società

La famiglia era molto importante per i romani. Vi era il capofamiglia che aveva il potere sulla moglie, sui figli, sui clienti e gli schiavi. Egli si doveva comportare con saggezza, pazienza e temperanza. Doveva anche fare dei riti religiosi e dei sacrifici che erano offerti al Genio che proteggeva la stirpe e anche agli spiriti degli antenati che proteggevano il granaio, i campi e il raccolto. In ogni casa era sempre acceso il focolare, considerato simbolo dell’affetto che lega ogni persona della famiglia.

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