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La fondazione di Roma

Inizialmente l'Italia fu un mosaico di genti molto diverse tra loro, ma quando Roma divenne lo stato dominante, le varie etnie italiche furono "romanizzate". La funzione di Roma fu unificatrice e livellatrice.
Nell'VIII millennio a.C. i primi abitatori si stanziarono nel Tavoliere delle Puglie e l'agricoltura era prevalente. Si introdussero poi delle tecniche per fondere e lavorare il metallo che determinò la nascita dell'artigiano specializzato.
Nel II millennio a.C. le popolazioni vivevano in abitazioni di legno, palafitte, sostenute da pali infitti sul fondo di terreni paludosi. La loro funzione era quella di isolare le abitazioni dall'umidità, ma furono costruite anche su terra per eliminare i rischi dovuti allo straripamento delle acque.
Nacque così la civiltà terramaricola, dall'espressione "terra marna", che in emiliano significa terra grassa e che indicava zone di terra ricche di sostanze. A differenza della civiltà palafitticola, basata sulla caccia, la civiltà terramare praticava l'allevamento e l'agricoltura e conosceva la rotazione delle colture.
Lungo l'Appennino si sviluppò la civiltà appenninica basata sulla pastorizia e utilizzava sepolture a "dolmen", costruite appoggiando su due lastre verticali una lastra orizzontale.
Nel 1000 a.C. giunse in Italia il popolo degli umbri, che si stanziò dove oggi si trova Bologna e si sviluppò la civiltà villanoviana. Essa praticava l'incinerazione dei defunti, i cui resti venivano conservati in urne.

In Sardegna si sviluppò la civiltà nuragica e vennero costruite torri a forma di cono tronco chiamate nuraghos. Sono costruite con grandi blocchi di pietra sovrapposti l'uno all'altro senza calce.
La popolazione era divisa in due classi: quella dei pastori e degli agricoltori, che vivevano nei villaggi e dovevano produrre per la sopravvivenza, e quella dei guerrieri, che dovevano difendere la popolazione in caso di attacco.
Gli etruschi si stanziarono in Toscana e parlavano in una lingua simile al greco. Si pensava fossero un popolo di origine indigena. Essi si organizzarono in città-stato ed erano governate da un re detto "lucumone" che aveva potere militare e giudiziario. La monarchia lasciò poi il posto a una repubblica aristocratica in cui il potere era nelle mani del senato.
Gli etruschi furono il primo popolo che tentò un processo di unificazione del territorio italiano. La loro religione era rivelata da Tages, il quale era balzato fuori da un solco tracciato con l'aratro.

Roma è sorta vicino al Tevere perché costituiva una strada navigabile che collegava l'Appennino al mar Tirreno.

All'interno ci furono sette colli:
1. Quirinale
2. Vicinale
3. Esquilino
4. Aventino
5. Palatino
6. Capitolino
7. Celio
Inoltre la vicinanza del mare permetteva di trasportare il sale, che era di notevole importanza perché permetteva la conservazione del cibo.
Nel VIII e VII secolo a.C. i sette colli si fusero dando vita a una lega chiamata "Settimonzio". Roma nacque dunque dall'unione di questi villaggi che si diedero un capo unico chiamato rex.
Inizialmente gli scambi avvenivano con il baratto oppure pesando sulla libra e l'agricoltura era di sussistenza; poi lo stato emise delle monete di bronzo e argento.

Roma nacque come città-stato: era una città con un ordinamento autonomo in cui vi era un rex, ossia un capo investito del potere a vita che aveva il compito di comandare le truppe in guerra, rappresentare la città davanti gli dèi, risolvere le controversie e amministrare il patrimonio.
L'imperium era invece il potere che derivava al rex dal comando dell'esercito.
Il senato era l'assemblea ristretta alla quale partecipavano i capi dei gruppi detti gentes.
La gens era un insieme di persone libere appartenenti a famiglie che ritenevano di discendere da uno stesso antenato e che portavano un nome comune.
Il paterfamilias era un individuo che aveva potere sulle "familiae" ed era come un capofamiglia. Il suo potere era assoluto e durava fino a quando il pater era in vita. Inoltre i figli dipendevano economicamente da lui e anche gli schiavi facevano parte del gruppo familiare.
Romolo divise il popolo in tre tribù: gli indigeni che abitavano il Palatino, gli abitanti del Quirinale, e un terzo gruppo forse etrusco.

I comizi curiati erano definiti "assemblee del popolo" e riunivano solamente i gentiles. Avevano il compito di contribuire a formare l'esercito, eleggere i senatori e dichiarare guerra.
I patrizi erano i membri delle gentes e godevano dei pieni diritti di cittadinanza; possedevano le terre ed erano i soli a poter diventare magistrati e senatori e a partecipare ai comizi.
I plebei erano considerati come stranieri e non dovevano mescolarsi con i veri cittadini; non possedendo terre proprie, dovevano coltivare quelle altri e pascolare greggi di altri.
I clienti erano stranieri liberi che avevano ottenuto protezione dal capo di una gens. In cambio dovevano svolgere una serie di servizi per il patrono. I rapporti tra patrono e clienti erano basati sulla fiducia e se il cliente non faceva il suo dovere aveva una condanna alla morte civile.

Roma introdusse poi il matrimonio monogamici e il divorzio poteva essere chiesto solo dal marito.
La religione romana fu una religione aperta che ammetteva l'inclusione di altre divinità; accanto alle divinità maggiori esistevano anche delle entità dotate di una forza magica che si manifestava attraverso oggetti.
Il pontefice deriva da pons, ponte, e facere, fare; indica che la costruzione di ponti era considerata un atto magico-sacrale.
Gli auguri erano dei sacerdoti che avevano il compito di interpretare la volontà divina.

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