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Il rapporto tra Augusto e le fonti del diritto

Augusto regnò dal 23 a.C. fino al 14 d.C. Da abile stratega e oratore qual’era, in modo sapiente ruppe i legami con la liber Res-Publica. Tuttavia, a Roma la consuetudine continuò a sopravvivere (mos maiorum), mentre le leges entrarono in declino, anche se attraverso i Plebisciti Augusto tentò di restaurare i costumi (tecnicamente leggi, ma in realtà erano plebisciti). Tattica adottata soprattutto per quanto riguarda i costumi sessuali delle donne romane di alto lignaggio, abituate a una certa libertà (era consentito loro il divorzio). Quindi tentò con la Lex Iulia de adulteris di comminare sanzioni, anche se inutilmente. Infatti, La nipote, Giulia Minore, fu sorpresa con Ovidio e fu esiliata. Certe matrone addirittura si iscrivevano nell’esercizio delle prostitutuzione, venendo di fatto esonerate dalla legge Iulia. Per gli uomini, invece, impediva ai celibi di sposarsi propinando una serie di incapacità. Poi indirizzò una serie di norme sulla violenza privata che garantì un corpo legislativo corposo. Dal punto di vista politico, la perdita di peso politico senatorio fu compensata dalla maggior valore giuridico dei responsi dei senatori detti senatoconsulti, a discapito delle leggi. Essi riguardavano soprattutto materie di scabrosa attualità come il caso in cui non si prestasse denaro a minorenni, che per sdebitarsi uccidevano il proprio padre.Molto importante furono le costituzioni imperiali, divise in 4 tipi:

1.Editti o Legese Generales = norme di carattere generale, nel basso impero diverranno l’unica fonte imposta dagli imperatori, riguardanti materie di diritto pubblico.
2.Rescritti imperiali = provenivano formalmente dall’impero e sostanzialmente dall’ufficio ab epistulis se lo scritto consisteva nelle epistole. Si trattava delle risposte dell’imperatore a quesiti giuridici inviati. Furono eliminati dall’imperatore Costantino, nel primo trentennio de IV secolo d. C, età tardo antica. Sottoscrizioni o subscriptiones = venivano presentate all’imperatore richieste di parere in forma di supplica e questo in calce alla tavoletta scriveva il suo giudizio e opponeva alla fine una lettere siglata “R” (nel senso di reconognovi)
3.Mandata = erano norme che venivano inviate perlopiù a funzionari imperiali per ordinare loro ad esempio di non sposare donne della provincia che amministravano, norme di favore nei confronti dei militari.
4.Decreti = sentenza che il principe emanava in grado di appello al termine di un processo civile e penale, che non è formulare bensì cognitio extra ordinem (il processo penale divenne inquisitorio, mentre quello civile avveniva in una sola fase).

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