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Nerva, per assicurarsi il sostegno dell' esercito, sfruttò la legge del principato per adozione per adottare il comandante delle legioni romane stanziate ai confini della Germania, Marco Ulpio Traiano. Alla morte di Nerva, avvenuta nel 98 d.C., Traiano divenne il nuovo imperatore.

Traiano ha il primato di essere il primo imperatore romano originario di una provincia, di fatti era nato in Spagna da una famiglia di nobili commercianti, stanziatosi poi in Italia al fine di espandere le proprie attività.

Grazie alla sua politica di sussistenza, Traiano riuscì a garantirsi il consenso di tutti i ceti sociali (compreso il senato, in quanto decise di continuare la politica del predecessore), istituendo fondi di assistenza per i nullatenenti (gestiti dai funzionari imperiali) e stabilì la concessione di prestiti agevolati ai contadini poveri, al fine di sostenere l' agricoltura. La sua politica economica era incentrata sulla ripresa dell' Italia, in quanto in quel momento era svantaggiata dalla concorrenza delle province, a un punto tale da costringere i senatori s investire ingenti parti dei loro patrimoni. Per compattare l' impero, Traiano s'impegnò al fine di diffondere la cultura romana.

I maggiori successi di Traiano riguardarono la politica estera: le ragioni principali furono per reperire risorse economiche.
Tra il 101 e 105 a.C. sconfisse il capo dei Daci, Decebalo, annettendo il loro territorio (la Dacia, appunto) all' impero romano.
Negli anni successivi conquistò anche l' Arabia nordoccidentale(accentuando i commerci con l' Oriente), L'Armenia,l'Assiria e la Mesopotamia(tutte e 3 controllate in quel momento dai Parti).
La sua campagna di espansione territoriale si interruppe bruscamente nel 117 d.C., a causa delle ribellioni delle comunità ebraiche. In quello stesso anno, Traiano morì.
Appena dopo la sua morte, le legioni romane cedettero buona parte dei territori conquistati ai Parti per fronteggiare in modo migliore la minaccia dei Germani che premevano ai confini settentrionali dell'impero.
C'è da dire che, nonostante la potente campagna di risanamento economico attuata da Traiano, questa non ebbe i risultati sperati, infatti le spese sostenute per le battaglie erano di gran lunga superiori ai profitti ottenuti da esse, che di conseguenza compromise la precarietà, già grave,dello Stato.

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