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Romolo: primo Re di Roma


Presentato dalla tradizione come guerriero e legislatore, Romolo è la figura necessaria per dotare Roma di un fondatore, cioè di un personaggio che la fondasse ex novo. Secondo una prima tradizione Romolo ad un certo punto scomparve, trasformandosi in Quirinus; sempre secondo questa tradizione i Romani veneravano la tomba di Romolo, che era presente nel foro. Nel 1899 gli scavi condotti da Giacomo Boni nell'area del foro hanno individuato (nella parte settentrionale di esso) una pavimentazione in marmo nero (Lapis Niger), sotto cui è stata trovata una pedana rialzata con un altare e vicino a questo un piedistallo di colonna in cui si legge un’iscrizione in latino arcaico. Da essa comprendiamo che si tratta del basamento di una statua dedicata ad un re e che quello era un luogo sacro, di culto; venivano anche formulate delle pene per chi avesse osato violarlo. Sebbene questo complesso non indichi direttamente che si tratta della tomba di Romolo, una conferma di ciò fu data dal fatto che in quella fase ci fosse a Roma una figura sentita come monarca. Secondo un’altra leggenda, Romolo venne fatto a pezzi dai senatori e sepolto nell'area del foro; studi di tipo antropologico hanno visto in questo rituale una sorta di consegna e di passaggio della forza da un monarca all'altro. Diversamente dalla maggior parte dei miti di fondazione, ad un certo punto Romolo ha avuto anche connotazioni negative: in età tardo repubblicana una parte dell’aristocrazia romana, particolarmente ostile all'assunzione dei poteri da parte di una persona (Cesare), connota in maniera negativa Romolo per colpire Cesare in maniera propagandistica, cioè accusandolo di voler diventare re e quindi di voler assumere tutti i poteri fino ad allora divisi tra i vari organi.
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