La donna a Roma nel I secolo a.C.

Nella generale crisi dei valori che caratterizza la società romana del primo secolo a.C., anche il ruolo della donna subisce un'evoluzione e si allontana talvolta da quello tradizionale. Alla matrona totalmente soggetta al marito, dedita a curare la casa e ad allevare i figli, si contrappone un altro modello di donna, anche se limitato alle classi sociali più elevate e per il momento non molto diffuso, quella della donna colta, disinibita, spregiudicata come la Sempronia che Sallustio ci presenta. Infatti a mano a mano che la società romana si allontana dalle sue origini patriarcali, si vanno affermando nuove abitudini e nuovi valori: si diffonde l'individualismo, che si manifesta sia come desiderio di autonomia nelle scelte e nelle decisioni riguardanti la sfera privata, sia come ansiosa ricerca di una felicità personale; tuttavia elementi di rottura nei riguardi delle strutture sociali tradizionali. Anche le donne, alcune almeno, quelle che ne hanno la possibilità, vivono più liberamente, soprattutto nella capitale, dispongono del loro denaro, intrecciano relazione extraconiugale, sciolgono con facilità il vincolo del matrimonio. Vengono alla mente altre figure di donne libere emancipate, come Clodia che Catullo cantò con il nome di Lesbia, si diffonde l'individualismo, che si manifesta sia come desiderio di autonomia nelle scelte e nelle decisioni riguardanti la sfera privata, sia come ansiosa ricerca di una felicità personale; tuttavia elementi di rottura nei riguardi delle strutture sociali tradizionali. Anche le donne, alcune almeno, quelle che ne hanno la possibilità, vivono più liberamente, soprattutto nella capitale, dispongono del loro denaro, intrecciano relazione extraconiugale, sciolgono con facilità il vincolo del matrimonio. Vengono alla mente altre figure di donne libere emancipate, come Clodia che Catullo cantò con il nome di Lesbia, che ricorda molto da vicino Sempronia: entrambe sono lontanissime dal codice di comportamento tramandato dal mos maiorum e riassunto nella famosa casta fuit, domum servavit, lanam fecit, che sintetizza le virtù delle matrone romane.

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