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Il successore di Adriano fu un nobile nativo della Gallia, Antonino Pio. Egli proseguì la politica di pace del predecessore: durante il suo regno la politica estera ebbe importanza marginale. Adriano aveva imposto ad Antonio Pio di adottare due fratelli: Marco Aurelio e Lucio Vero. Alla morte di Antonino essi presero il potere insieme, ma l’impero fu retto dal solo Marco Aurelio. Anche Marco Aurelio era un uomo di grande cultura. Questo fu un periodo che segnò la fine della prosperità e l’inizio della crisi dello stato: i Romani, dovettero fronteggiare una situazione di emergenza, dovuta al contemporaneo assalto di Germani e di Parti alle frontiere. Adriano scelse questa politica perché le grandi spese del suo predecessore avevano esaurito le finanze statali. Adriano dedicò il suo regno a un capillare opera di riorganizzazione dell’apparato statale e della vita economica. Adriano si mostrò estremamente benevolo, egli favorì la rinascita della capitale della cultura greca, Atene. Anche a Roma, restano celebri la villa che si fece costruire a Tivoli e i suo immenso mausoleo, noto oggi come Castel Sant’Angelo. Egli fondò inoltre nuove città e provvide al restauro di molte altre. Fondare una città in quelle regioni significa diffondere la cultura che Greci e Romani avevano elaborato nel corso dei secoli. Il problema maggiore per Adriano fu costituito da una nuova ribellione degli ebrei. I provvedimenti più significativi di Adriano furono rivolti al miglioramento dell’ educazione scolastica e al reclutamento dei funzionari di Stato. Anche la corte di Adriano era formata da persone selezionate.

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