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Rivoluzione urbana

In seguito alla sempre maggior diffusione dell’agricoltura e all’organizzazione delle comunità agricole in gruppi stanziali, gli agglomerati umani si andarono progressivamente ampliando. Si posero così le basi per la creazione della struttura sociale destinata a divenire fondamentale in tutta la storia umana successiva, vale a dire la città.
Quest'innovazione fu di importanza incalcolabile, tanto che, così come si parla di “rivoluzione agricola”, si parla anche di “rivoluzione urbana”. Già nel 7 000 a.C troviamo attestati nel Vicino Oriente alcuni insediamenti che possono essere considerati “proto-città”, o “pre-città”: Gerico in Palestina e Catal Huyuk in Turchia.
Sembra che in Origine queste pre-città fossero caratterizzate dalle mancanza di templi, palazzi e, in generale, edifici pubblici e dall’assenza di distinzioni marcante fra le diverse abitazioni.

Evidentemente le differenze di classe sociale e di distribuzione delle ricchezze, pur presenti, non erano molto marcate. Si trattava comunque di agglomerati urbani di modeste dimensioni: gli scavi archeologici hanno mostrato che Gerico e Catal Huyk avevano probabilmente una popolazione tra le cinque e le seimila persone.
La peculiarità di una città non consiste, però, in una semplice differenza quantitativa rispetto al villaggio (ossia nel fatto che essa contiene un maggior numero di abitanti), bensì nelle sue caratteristiche strutturali: essa è infatti il centro di riferimento di una regione. Tra città e campagne esiste un rapporto di interdipendenza: la campagna produce beni che servono ad alimentare la città e quest’ultima assicura alla prima una difesa, sino ad accoglierne la popolazione tra le sue mura in caso di pericolo.

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