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La Rinascita Romana

La fine dell’impero carolingio: dopo la morte di Carlo Magno (814) l’impero pervenne nelle mani dell’unico erede Ludovico il Pio. Alla sua morte l’impero fu diviso tra i suoi figli: Ludovico il Germanico, Lotario e Carlo il Calvo. Nel 843 Carlo e Ludovico strinsero un giuramento d’alleanza (redatto nelle lingue volgari: il francese e tedesco antico, è una testimonianza delle lingue che si andavano formando) contro Lotario, l’imperatore legittimo. Così nel 843 Lotario, pur conservando il titolo di imperatore, riconobbe la spartizione dell’impero. Il regno d’Italia venne disputato tra i vari feudatari dell’Italia centro-settentrionale: a spuntarla fu il Duca Berengario del Friuli che venne eletto nel 888 e tenne il regno sino al 923. Dopo di lui venne Ugo di Provenza che controllò per qualche tempo anche il papato. Da li a poco il regno italico sarebbe stato annesso all’impero germanico. La crisi del Sacro Romano Impero aveva radici sempre più profonde e fu causata da diversi fattori: il vassallaggio, che era stato uno dei punti di forza, con l’ereditarietà dei feudi, l’appropriamento da parte dei feudatari a prerogative un tempo del re portarono alla nascita di nuclei di potere autonomo che sfuggivano dal controllo del potere centrale. Ad aumentare la crisi ci fu un impoverimento del patrimonio fondario, la mancanza di una solida burocrazia, la spartizione dell’impero ai figli dell’imperatore e le nuoce invasioni barbariche.


Nuove invasioni: ci furono tra la fine del IX secolo e gli inizi del X in Europa. Furono attuate: dai saraceni, predoni musulmani che si muovono dal nord africa e dalla Spagna, i quali non erano un pericolo per l’occidente cristiano; dagli arabi: stanziati nella penisola iberica e nell’Italia meridionale; dagli ungari: insediati lungo il Danubio, compiono invasioni in Germania, Italia e Francia, si convertono nel 966 al cristianesimo; i normanni: provengono dalla Scandinavia, furono assimilati dall’Europa, nei primi anni del X secolo formarono, grazie a un beneficio del re di Francia Carlo il Semplice, la Normandia. Nel 1066 Guglielmo, dopo aver sconfitto gli anglosassoni si fece incoronare imperatore d’Inghilterra confiscando agli anglosassoni le loro proprietà e annettendole a lui. Suo successore fu Enrico II (1154 – 1189). Nel XI secolo i normanni scesero in Italia ottenendo Melfi; si scontrarono anche con lo Stato della Chiesa, imprigionando il papa Leone IX; strinsero un accordo con il papa successivo, Nicolò II, con il quale si riconoscevano vassalli del papa. In cambio il papa nominò il re Roberto duca di Puglia e Calabra e futuro duca di Sicilia, la quale fu conquistata agli Arabi dopo pochi anni.

L’incastellamento: in seguito alle nuove invasioni barbare ci furono molte iniziative di difesa locale quali la costruzione di castelli che accelerarono la disgregazione dell’autorità regia e la crescita di numerosi poteri autonomi. Spesso la costruzione di castelli era sollecitata dal potere regio che li costruiva in zone di confine poco protette, e ne metteva a capo suo collaboratore. Come accade con i feudi, anche i castelli divennero proprietà ereditarie.
La rinascita dell’impero: si verifica con la dinastia germanica dei duchi di Sassonia. Ottone I consolida il potere in Germania e , incoronato imperatore, mette il papato sotto la sua tutela. Alla morte di Ottone I (973) fu incoronato Ottone II che non riuscì a riunificate l’Italia sconfiggendo gli arabi. Lasciò un figlio di 3 anni affidato a due donne la nonna Adelaide e la madre Teofano. Ottone fu istruito da Gerbero d’Aurillac, il quale fu posto come pontefice dallo stesso Ottone. Ottone III morì nel 1002. La presenza di troppi poteri locali e autonomi fa fallire la rinascita imperiale.

Dinastia di Franconia: dopo la morte di Ottone III la corona d’Italia passò al marchese Arduino D’Ivrea che morì nel 1015. Il successore fu Enrico II che morì nel 1014. Una nuova dinastia, detta di Franconia o Salica, salì al trono con Corrado II (incoronato nel 1027) il quale cercò di ristabilire l’autorità imperiale in Italia, concedendo ai feudatari minori (con la “constitutio de feudis” 1037), in lotta con quelli maggiori, il diritto di ereditarietà dei feudi.

La teoria dei tre ordini: tra i secoli IX e XI nelle opere culturali si propone l’immagine della teoria dei tre ordini. La società è vista come formata da tre gruppi organizzati dalla Provvidenza: gli oratores (coloro cui spetta il compito di diffondere la parola di Dio), i bellatores (coloro che combattono) e i laboratores (colore che faticano e lavorano). Al vertice di questa struttura sta il re, il cui potere è sacro.

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