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Religione privata e culti misterici

La religione privata si divide in più misteri: La religione dei misteri Orfici, legati alla leggenda di Orfeo, propone una visione dualistica dell’uomo: una spirituale e una materiale. I culti di Dioniso, figlio di Zeus e Persefone. Una parte di lui era buona e una cattiva, dalla quale doveva liberarsi con una serie di purificazioni detta metempsicosi o trasmigrazione dell’anima. Si fa strada l’idea di dualismo dell’uomo che unisce due realtà, anima e corpo, in un rapporto di unione in vita e separazione dopo la morte. Il corpo inizia ad essere considerato carcere dell’anima.

Nella religione dei misteri gli dei venerati sono Demetra e Dioniso, perché assicurano una possibilità di rinascita e una prospettiva oltremondana. La loro venerazione non avviene in pubblico ma passa attraverso riti segreti di tipo orgiastico. In alcuni luoghi appartati e recintati si svolgono feste con danze sciamaniche sfrenate che col tempo diventano recitazione di nenie, canti in una successione molto veloce per raggiungere uno stato di trance che porta a una visione di qualcosa prima di nascosto e poi di manifesto. Sono di natura anche iniziatica, perché gli adepti vengono iniziati a queste feste. La componente segreta e del mistero erano fortissimi e gli iniziati dovevano mantenere il silenzio nei confronti della visione e dei non iniziati. Fungevano da purificazione che portava all’estasi. La visione può essere definita estasi che garantiva all’anima una sorte migliore dopo la morte. Sarà l’orfismo importante per il futuro andamento filosofico perché introduce un nuovo schema di credenza connesso a una nuova interpretazione dell’esistenza. Significa che prima la religione pubblica sosteneva che morto l’uomo tutto era concluso. C’è l’epocale passaggio all’immortalità dell’anima

Il nucleo della credenza orfica si può sintetizzare in:
Nell’uomo alberga un principio divino detto dai greci Dalmonion, demone, in accezione di anima, caduto nel corpo a motivo di una colpa originaria.
Il demone non solo pre-esiste al corpo ma non muore con il corpo, bensì è destinato ad una serie di reincarnazioni che servono ad espiare la colpa originaria.
La vita orfica diventa vita di purificazione ed è l’unica capace di porre fine alla serie di reincarnazioni e liberare l’anima dal corpo attraverso un way of life, stile di vita preciso, che comportava on solo la partecipazione ai riti ma anche il vegetarianismo, il vestirsi con determinati tipi di tessuti vegetali, il divieto di compiero sacrifici animali e addirittura la castità in alcuni casi. Questi riti sono molto addolciti rispetto al culto dionisiaco.
Per chi è purificato nell’aldilà c’è un premio, ovvero la non trasmigrazione in altri corpi.

Questo dualismo prepara ad un’intensa riflessione filosofica sull’anima, perché l’uomo capisce di essere costituito da più parti e comprende che alcune tendenze legate al corpo sono da reprimere.
Senza l’orfismo non potremmo comprendere alcuni grandi pre-socratici come Pitagora, che sviluppa il suo pensiero intorno a credenze proprie dell’orfismo. La sua scuola non tratterà questioni prettamente matematiche ma sarà soprattutto scuola di vita. Senza l’orfismo non comprenderemmo Platone e i platonici filosoficamente.
La religione dei misteri abita a compiere un percorso da ciò che appare, un’opinione, la doxa, da a ciò che è nascosto, cioè la verità, o aletheia.
Questo è il passaggio alla filosofia. Eraclito, definito l’oscuro, parlerà proprio di questo grandissimo problema, del rapporto opinione-verità.

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