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Regno degli antigonidi
Il regno di macedonia, comparato agli altri due regni ellenistici, cioè quello dei tolomei e quello dei seleucidi, era il più debole, a causa della sua struttura economica molto arretrata, della sua scarsa popolazione, della popolazioni barbariche al nord, della Grecia che fu sempre sottomessa ma mai domata
Atene in età ellenistica perse lo splendore che aveva in età classica. Il potere effettivo era nelle mani di una cerchia di aristocratici che collaboravano con l’invasore per essere privilegiata. La democrazia quindi sparì, sostituita da un gruppi di ricchi al governo. Gradualmente scomparve il servizio militare dei cittadini, il cui posto venne preso da soldati mercenari. Il Pireo perse la sua importanza, essendo decentrato rispetto alle ritte commerciali più importanti. La città mantenne però la sua importanza culturale, in architettura scultura e filosofia. In età ellenistica la Grecia esportando poco ed importando molto venne colpita da una grande crisi economica. Come conseguenza, si ebbe una crisi sociale: i ricchi diventarono sempre di meno e i poveri sempre di più. Inoltre aumentò la disoccupazione a causa dell’incremento dell’utilizzo degli schiavi. Molti cittadini poveri allora diventarono soldati mercenari. La polis che più risentì di questa crisi fu sparta: gli iloti, da sempre oppressi dagli spartiati, si ribellarono, scatenando una vera e propria guerra civile. Cleomene III si mette alla guida della rivolta sociale che vuole dare diritti e terra spartiate agli iloti. Pensava di risolvere pacificamente la questione ma trova l’opposizione della lega achea. La lega del Peloponneso infatti temendo che la situazione di sparta potesse intaccare il suo potere chiamò in causa i macedoni, che si scontrarono a Sellasia nel 222 a.C. con gli spartani, i quali vennero sconfitti, e la loro città venne per la prima volta occupata da stranieri, in questo caso macedoni. Chi invece beneficiò della nascita dei regni ellenistici furono gli arcipelaghi dell’egeo da cui passavano le rotte commerciali più importanti. Le isole più ricche furono Coo famosa per la produzione di vino e la sua scuola medica, con Rodi. Questa era situata al centro delle rotte commerciali tra l’Egitto e l’Asia minore, era governata da un’oligarchia di moderati, era dotata di tre porti, era in buoni rapporti con l’Egitto ed era famosa per il suo vino. Nel III secolo quindi i porti di Rodi presero il posto del Pireo. Nel 227 a.C. però un terremoto la rase al suolo, e anche il suo simbolo, il colosso di Rodi non venne mai ricostruito. La città però, data la sua importanza venne subito ricostruita grazie ai finanziamenti greci. Lo splendore di Rodi durò circa fino al 170 a.c., quando i Romani svilupparono Delo come porto franco, cioè esentato dai dazi doganali. In poco tempo Delo sostituì Rodi, che fu costretta a firmare un contratto con Roma per non essere distrutta, perdendo la sua indipendenza. Rodi però rimase importante per la sua famosissima scuola di retorica in cui si insegnava soprattutto lo stile detto “asiano”: questa scuola venne frequentata anche da Cicerone.

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