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Ricostruisci il percorso che portò al potere Augusto sviluppando i seguenti punti:
- Il primo scontro con Antonio.
- Il triumvirato e lo scontro finale.
- La legittimazione del suo potere: il rapporto tra tradizioni e istituzioni repubblicane.

Augusto fu un uomo politico capace, che attraverso un lungo e tortuoso percorso riuscì ad impossessarsi del vasto impero romano.
Quando seppe della morte di Cesare si precipitò a Roma per prendersi il potere che gli spettava di diritto, essendo pronipote e figlio adottivo di Cesare; ma vi era un altro possibile erede a intralciarlo: il generale Antonio.
Naturalmente tra i due ci fu immediata rivalità e, a Modena nel 43 a.C avvenne un primo scontro: un congiurato, Decimo Bruto, era stato in precedenza designato da Cesare governatore della Gallia Cisalpina, ma Antonio gli chiese di lasciare il suo comando scatenando la guerra. Ottaviano colse l’occasione e, schieratosi dalla parte del Senato sconfisse il suo nemico Antonio.

Nonostante ciò alla fine prevalse lo spirito politico: entrambi erano eredi di Cesare ed entrambi volevano ottenere l’egemonia sull’impero romano ma, siccome uno scontro sarebbe stato un suicidio, formarono un triumvirato con Lepido. Non era di certo un’alleanza facile, anzi, tormentata da continui litigi interni. Uno di essi fu la guerra di Perugia nel 40 a.C. Ancora una volta lo spirito politico prevalse e si trovò un nuovo accordo, sancito dal matrimonio di Antonio con la sorella di Ottaviano. Ma ben presto il triumviro conobbe la carismatica Cleopatra con la quale ebbe due figli. Ad essi lasciò degli stati vassalli con la cosiddetta donazione di Alessandria, di certo non approvata dal Senato.
Il triumvirato si conclude con la battaglia di Azio nel 31 a.C. che non fu veramente combattuta in quanto Antonio e Cleopatra si rifugiarono in Egitto ma, false voci messe in giro da Ottaviano li indussero al suicidio. Eliminati Antonio e anche le forze minori, ovvero Pompeo e Crasso, Ottaviano era diventato l’unico padrone dell’impero e doveva abilmente guadagnarsi la legittimazione del suo potere.
Possiamo sintetizzare la sua politica in una frase “fece in modo di non cambiare nulla perché tutto potesse cambiare”
Egli infatti ottenne i vari poteri e le varie cariche a poco a poco instaurando una nuova forma di governo: il principato, per non intaccare il rigido mos maiorum. Inizialmente, in seguito a delle vittorie divenne imperator, successivamente, dopo aver convenzionalmente restituito la sovranità al Senato, gli venne attrabuito il titolo di Augusto, l’imperium proconsolare maius et infinitum (ovvero un governo superiore a quello degli altri governatori e senza limiti territoriali) e la tribunizia potestas (i poteri dei tribuni della plebe).
Perciò il suo nome divenne Imperator Caesar divi filius Augustus ovvero Cesare imperatore figlio del divino, Augusto. Appellativo che gli faceva ereditare una carica religiosa e la divinità di Cesare.

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