Pompeo al potere e rivolta di Spartaco

LA CRISI DEL SENATO E L’ASCESA DI POMPEO

POMPEO AL POTERE
Silla nel 79 si ritirò dalla vita politica convinto di avere ormai portato a compimento il suo progetto legislativo e di averne controllato l’attenuazione, il senato non fu più in grado di governare Roma. Per quanto Silla si fosse impegnato nel suo disegno di restaurazione dei loro poteri, gli esponenti della classe senatoria non si erano dimostrati all’altezza della situazione. Chiusi in un modo fatto di poche famiglie,indifferenti a quelli che n erano i loro interessi personali e incapaci di gettare lo sguardo oltre i confini della città in cui identificavano l’impero, gli aristocratici non avevano alcuna idea su come affrontare molti problemi,rappresentanti, per citare solo i più impellenti dalla insurrezione popolare scoppiata in Spagna, dalle ostilità riaperte da Mitridate in oriente, da una rivolta servile scoppiata in Italia e destinata a rivelarsi come la + grave tra quelle avvenute sino a quel momento. In questi frangenti era necessario di nuovo un uomo forte, un capo militare che inducesse l’esercito a sostenere il senato: questo uomo fu Gneo Pompeo.dopo aver combattuto giovanissimo a fianco di Silla, Pompeo aveva sedato con quinto Lutazio Catulo una rivolta in Etruria dove, aiutati da Marco Emilio Lepido,i proprietari terrieri locali si erano opposti a che le loro terre venissero distribuite ai veterani di Silla. Inviato poi in Spagna, Pompeo si trovò di fronte a una situazione difficili :il generale quinto Sertorio capeggiava coloro che combattevano per l’indipendenza della Lusitania, al fianco dei quali si erano schierati anche esuli romani. La lotta era cominciata nnell’80 a.c. e nonostante l’arrivo di Pompeo, si concluse solo nel 72a.c. per 4 anni Pompeo che era giunto in Spagna nel 76 a.c , dovette combattere una estenuante guerriglia, che ebbe finalmente termine quando Sertonio venne ucciso a tradimento da un suo soldato. Ma Pompeo aveva kmq vinto, e sulla strada del ritorno in patria riuscì a riportare un’ulteriore vittoria.

LA RIVOLTA DI SPARTACO
Nel 73 a.c. mentre Pompeo era in Spagna era scoppiata la rivolta servile più grave della storia romana ,passata alla storia come la rivolta di spartaco. Questi era uno schiavo proveniente dalla tracia, che la sorte aveva condotto a Capua, dove aveva sede la più celebre scuola di gladiatori. In questa scuola un grandissimo numero di schiavi veniva addestrato ai diversi tipi di combattimento che salvo rare eccezioni sarebbero costati a loro la vita. Ma spartaco,uomo di notevole intelligenza e di indomito coraggio, non era uno schiavo rassegnato alla sua sorte e soprattutto non accettava l’esistenza di schiavitù. Il realismo di spartaco gli fece subito capire che non avrebbe mai potuto tenere testa a Roma: aveva quindi concepito un piano per ridare la libertà ai suoi compagni. Al suo seguito essi avrebbero risalito l’Italia varcando le Alpi per poter tornare nei loro paesi d’origine, Gallia o la tracia. Questo particolare sembra dimostrare che spartaco non aveva intenzione di dar vita a una rivoluzione vera e propria, consapevole del fatto che una eventuale rivolta avrebbe riscosso successo solo tra i disertori e gli schiavi, ma non sarebbe riuscita a coinvolgere né i contadini né il proletariato urbano. Questo almeno, era il progetto di spartaco che all'inizio contava sull'appoggio di poche decine di ribelli. Mentre la marcia precedeva, egli andava raccogliendo un numero sempre maggiore di aderenti. Spartaco arrivò a formare un esercito di 150mila persone che contrariamente al piano non si diressero a nord ma a sud. A quanto pare, alcuni delinquenti si erano infiltrati nel gruppo,e avevano preso a saccheggiare le ricche città del meridione e spartaco, a questo punto, non avevano avuto un'altra scelta che seguirli per controllarne le mosse: ma con incredibile abilità egli riuscì a trasformare una massa di disperati in un esercito temibile, tanto è vero che Roma fu costretta a inviare ben 8legioni per combatterlo. Il comando delle legioni fu affidato a marco Licinio crasso che, dopo una guerra drammatica,sconfisse i ribelli (71a.c.) affinché tutti sapessero quel che accadeva a chi osava rivoltarsi contro Roma, ordinò che i 6mila schiavi che non erano morti combattendo venissero messi a morte su altrettante croci,issate lungo tutta la via appia tra Capua e Roma. I ribelli che erano riusciti a mettersi in salvo andando verso nord furono sbaragliati in Etruria da Pompeo mentre, dopo la vittoria conseguita in Spagna,stava tornando a Roma.

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