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Pompeo e Cesare

Quando Silla si ritirò dal potere politico, il senato non fu più in grado di governare Roma e c'erano vari problemi:
* L'insurrezione popolare scoppiata nei territori spagnoli
* Le ostilità riaperte da Mitridate
* Una rivolta servile scoppiata in Italia
Ci volle così un capo militare che inducesse l'esercito a sostenere il senato: Pompeo.

Pompeo avrebbe voluto diventare console (anche se non aveva ricoperto le cariche inferiori), così stinse amicizia con Crasso. Egli promise che da console avrebbe modificato in senso democratico la costituzione sillana. Il senato fu costretto a cedere e Pompeo e Crasso divennero consoli.

A Pompeo vennero dati altri poteri, al fine di sconfiggere i pirati e Mitigate, e così fece.

Le lotte tra popolari (Cicerone) e ottimati (Catone) erano sempre aperte. Dalla parte dei popolari stavano: Giulio Cesare, Crasso e Catilina. Il problema di Cesare era solo un fatto economico, quindi si alleò con Crasso che finanziava le sue campagne politiche e pagava i suoi debiti; Catilina si era candidato come console, ma era stato sconfitto da Cicerone, si propose nuovamente l'anno successivo con una promessa della cancellazione dei debiti, ma non fu sufficiente per la sua elezione. Perse così l'appoggio di Cesare e Crasso.

Catilina decise allora di fare una congiura contro Cicerone, ma ne venne a conoscenza e Catilina fu costretto a lasciare la città. I congiurati decisero di prendere comunque le armi, ma furono arrestati e condannati a morte senza diritto di appello. I congiurati rimasti furono sconfitti a Pistoia dove Catilina morì.

Cesare divenne console grazie all'alleanza con Crasso e con Pompeo. I tre strinsero a Lucca un accordo chiamato "primo triumvirato" che era un accordo personale in cui: Pompeo avrebbe appoggiato la candidatura di Cesare; Cesare avrebbe fatto approvare i provvedimenti di Pompeo; Crasso avrebbe sostenuto la distribuzione delle terre ai veterani di Pompeo.
Eletto console Cesare onorò gli impegni presi e inoltre aumentò le responsabilità fiscali, stabilì che i verbali delle assemblee vennero resi pubblici e abolì la pratica di prendere gli auspicii prima delle assemblee.
Cesare decise di allontanare i suoi nemici: Cicerone e Catone. Per allontanare Catone venne scelto lui per governare l'isola di Cipro; per allontanare Cicerone egli si accordò con Clodio che fece approvare un provvedimento che condannava all'esilio chi avesse fatto condannare un cittadino romano senza concedergli il diritto di appello.
Allontanati tutti e due Cesare partì per la Gallia. Pompeo però era allarmato dalla crescita del potere di Cesare e volle che Cicerone tornasse dall'esilio. Quando Cesare tornò, strinse un nuovo accordo con Crasso e Pompeo in cui: Cesare sarebbe stato proconsole in Gallia; Pompeo e Crasso sarebbero stati consoli e avrebbero avuto a loro volta un proconsolato. Ma questo accordò durò poco. Pompeo si schierò dalla parte dell'aristocrazia e venne nominato console senza collega quando Crasso morì combattendo contro i parti. Pompeo ora esercitava il potere assoluto di guerra. Cesare in Gallia aveva continuato la sua marcia di conquista ma la Gallia venne ridotta in provincia e messa in una condizione di schiavitù.

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