LA POLIS GRECA

Centri urbani

I centri urbani durante il periodo dell’urbanistica arcaica si formano durante: inglobamento dell’antica acropoli come fortezza o cittadella, formazioni di santuari, spesso in luoghi di culto o nella creazioni di piazze pubbliche in particolare dell’agorà che diviene il centro della vita pubblica.
Questa forma di urbanistica, così detta maniera antica, sarà caratterizzata da esigenze di difesa: le mura urbane divengono il simbolo dell’indipendenza cittadina, le strade seguono la conformazione del terreno sfruttando i vantaggi offerti dal luogo.
La tecnica di fortificazione compie notevoli progressi. Le mura solitamente sono costruite con la tecnica a “doppio guscio”, molto spesse.
Le torri difensive rafforzano le mura e suddividono i segmenti facili da sorvegliare difese dai fianchi. In seguito, la progressiva democratizzazione porta una divisione più regolare del territorio edificabile. Questa volta l’urbanistica si basa su concetti di regolarità. Le prime tracce sono documentabili nell’Ionia (sistema ippodameo introdotto da Ippodamo di Meleto attorno al 500 a.C.). Le reti stradali sono regolari e in generale tutta l’urbanisti lo è.

Le mura urbane sono dotate di torri ed esistono tre quartieri urbani di diverse dimensioni. Sono inserite solo poche strade principali. Due di esse attraversano la città e si incrociano nei pressi dell’agorà. A proposito di questa le piazze e gli edifici pubblici erano inseriti nell’organizzazione collettiva dell’insieme. Mentre i quartieri urbani crescono velocemente, questi centri possono essere costruiti gradualmente secondo la disponibilità di mezzi (ad esempio si poteva costruire l’agorà settentrionale e in seguito l’agorà meridionale secondo le disponibilità cittadine). Solo più tardi l’area commerciale viene occupata da un’altra agorà chiusa piazza, dal ginnasio e una da uno stadio. I settori sacri con i loro edifici sono ricavati in modo analogo. Il teatro sfrutta una pendice collinare per essere costruito. I quartieri residenziali crescono adattandosi al terreno. In età classica seguono i principi dell’urbanistica regolare. Si ha: l’impianto di puri quartieri residenziali; alta densità costruttiva con completa occupazione dei lotti; unità abitative chiuse verso l’esterno; vie principali spesso in direzione nord-sud.
Le case abitazioni a più piani erano abitate dai ceti meno ambienti ed erano per lo più prive di finestre verso la casa. Al piano terra vi erano botteghe e officine, a seconda dei casi potevano presentarvi diverse configurazioni: con corte a peristilo; con corte a megaton; con corte e sala trasversale interna.

Agorà

Esaminando l’agorà, essa era al centro della vita pubblica. Non era utile soltanto per il commercio e gli affari ma anche per le attività collettive e politiche. La funzione sociale dell’agorà acquisterà importanza sempre maggiore. Gli edifici pubblici formano la cornice architettonica della piazza, nella quale si costruiscono porticati, altari, fontane e statue.
Il più antico e importante degli edifici pubblici si estende lungo il così detto canale dell’agorà. Qui sorgono il municipio e il tempio. Nell’urbanistica regolare, al contrario, l’agorà si sviluppa all’interno di una griglia.
Durante l’ellenismo invece nascono nuovi tipi di edifici (palazzo, biblioteca). La più grande novità è quella dei complessi edilizi disposti gradatamente su terrazza.
I terrazzamenti seguono le condizioni del passaggio con alti muri di sostegno e contrafforti di rinforzo.
I porticati oltre a delimitare le lunghe terrazze e a fiancheggiare gli edifici importanti, servivano a definire architettonicamente: infatti, progressivamente, vasti raggruppamenti di edifici sostituiscono la minuta struttura della vecchia città ratificata.
Lungo l’arco delle pendici si sviluppa la terrazza del teatro; in questo caso la progettazione delle terrazze tende a esaltare la prospettiva.
L’edilizia abitativa greca resta per secoli in secondo piano rispetto all’evoluzione generale dell’architettura; le forze creative si concentrano sulla architettura sacra.

A questo periodo appartengono le cosa ovali e le case ad abside; successivamente subentrano le case a corte mediterranea.

Gli edifici

Gli edifici municipali sono assieme alle mura urbane e ai santuari il terzo punto di riferimento di vita pubblica. Solo più tardi saranno costruiti edifici per assemblee più distaccati dall’agorà. Il buleuterio (municipio) è la sede dell’assemblea municipale.
Gli edifici per le autorità presentano una tipologia meno definita: per esempio i prytaneion per i massimi funzionari dello stato, lo strategeion per i comandanti militari eletti a turno. La stòa si sviluppa come edificio universale per la vita e le attività pubbliche.
L’architettura ellenistica manipola gli ordini come elementi stilistici liberamente disponibili: al piano terra del portico appare il dorico, al piano superiore lo ionico. Scorrendo gli altri edifici, ginnasio e palestra, erano destinati alla formazione intellettuale e addestramento fisico: il ginnasio consisteva in un ampio gruppo di spazio di esercitazioni, piste da corsa, sale di edifici secondari. Al centro vi era generalmente un palestra la cui formazione come tipo stabile è relativamente tarda.

A partire dal termine dell’età arcaica, attività edilizia pubbliche si fa più varia e vasta. Un gruppo fondamentale è costituito da edifici per le istituzioni pubbliche. Le esigenze di difesa rendono inevitabile il continuo ricorso a misure precauzionali: si realizzano quindi fortificazioni, porti per le navi, arsenali.
L’approvvigionamento delle città richiede impianti in modo da assicurare il soddisfacimento di bisogni crescenti, in primo luogo condotte d’acqua e fontanili. Per il commercio, la navigazione e gli affari oltre a grandi padiglioni, sorgono soprattutto edifici portuali: mole, ricoveri per navi, depositi, dogane. Ai tipi di edifici per l’educazione e la formazione già sviluppati in età classica, come ginnasi, palestre e stadi si aggiungono in età ellenistica le biblioteche.

Architettura sacra

Un’influenza dell’architettura sacra sulla configurazione dell’edificio è chiaramente riconoscibile. I greci sentivano ovunque la presenza divina, per questo motivo la Grecia è disseminata di santuari. L’organizzazione dei culti era compito dello Stato. In ogni città ci sono comitati per l’amministrazione dei santuari e per l’organizzazione delle feste e delle relative processioni, sacrifici, competizioni musicali e sportive.
Le forme e gli impianti dei santuari si trasformano nel corso della storia; la loro ubicazione rimane tuttavia legata ai ruoli consacrati al mito. Un decisivo impulso alla costruzione dei templi deriva dal passaggio da un tipo di venerazione, senza ricorso alle immagini, a un culto incentrato alle immagini delle divinità. Le forme arcaiche di forma geometrica riprendono diversi tipi di case d’abitazione, tra gli altri le case ovali e le case ad abside.
I primi templi erano destinati per lo più agli antichi culti ctonii.
Le proporzioni delle colonne e della trabeazione seguono rigidi canoni: è un equilibro liberato da qualsiasi rigidità mediante correzioni ottiche.
I santuari greci spesso restano privi di edifici per secoli interi; molti non saranno dotati di un tempio, ma tutti fin dall’età arcaica hanno un altare , che costituisce il centro del rito sacrificale. Gli altari circolari servono alla raccolta delle offerte o agli eroi ctonii.

Il teatro

Il teatro greco è un teatro religioso. Dalla fusione del culto e del gioco nascono le due forme del dramma: la tragedia e la commedia. esse sono soprattutto opera di poeti e attori attici. Una forma del teatro greco ha le sue origini nella pratica delle rappresentazioni. La superficie per lo svolgimento dell’azione è costituita dall’orchestra, lo spiazzo delle danze di culto davanti al tempio. Un leggero telaio in legno, la scena, delimita l’orchestra sul lato posteriore. I teatri in pietra sorgono soltanto dal IV secolo. Lo spazio destinato agli spettatori, la cavea, circonda l’orchestra, inizialmente con forma poligonale (trapezio), in seguito semicircolare. I teatri vengono situati lungo le pendici di un monte possibilmente, dove lo scavo di una conca favorisce la lavorazione di impianti di granelli montanti.

Gli ordini dorico e ionico assicurano al volume edilizio. La ricerca delle proporzioni esatte è più importante di forme nuove e caratterizza evoluzioni stilistiche. In età classica questa conduce un perfetto equilibrio tra gli elementi formali contrapposti.
La logica dell’architettura greca si forma sull’evidenzia delle funzioni. Sostegni e carichi, orizzontalità e verticalità, si manifestano senza ricorso ad associazioni allegoriche e simboliche.
L’autonomi edilizia rimane per secoli uno dei principi dominanti dell’arte greca soprattutto nell’architettura sacra, sull’edificio dell’edificio singolo.
Il teatro rappresenta un luogo di alta concentrazione spaziale nel contesto dello spazio naturale aperto. Il suo principio ordinatore, la sua disposizione eccentrica intorno al centro d’azione, viene ripreso negli spazi interni di molti edifici per assemblee.
Nell’ellenismo nuovi tipi e nuovi complessi edilizi determinano una sensibile evoluzione nella tecnica costruttiva, favorendo allo stesso tempo la diffusione di tendenze che contraddicono in tutto o in parte i principi validi fino all’età classica e tra questi portati a una massima perfezione.

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