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Pisistrato

Molti erano gli scontenti della riforma Soloniana:
• I nobili avevano visto limitato il loro potere e desideravano una rivincita;
• I larghi strati popolari chiedevano una costituzione più democratica;

Qui in Attica si erano creati tre partiti in lotta fra loro:
• I PARALII: erano gli abitanti delle coste (mercanti, artigiani, pescatori, marinai). Chiedevano una politica che non privilegiasse l’agricoltura.
• I PEDIACI: erano i grandi proprietari terrieri della pianura centrale dell’Attica.
• I DIACRI: erano gli abitanti della montagna (pastori, piccoli proprietari terrieri).

Capo dei Diacri era il nobile Pisistrato e cominciò a pensare di sfruttare la sua popolarità per impadronirsi del potere ad Atene.
Si procurò una guardia armata di cinquanta uomini e successivamente occupò l’acropoli assumendo poteri assoluti.

Dopo cinque anni, Pisistrato fu esiliato ed iniziò un decennio di gravi disordini interni. Durante questo periodo i nemici di Atene sottrassero territori a questa città.
Pisistrato rientrò in patria approfittando dei disordini e rimase al potere per diciotto anni, fino alla morte.

Il governo di Pisistrato fu equilibrato e saggio. Due storici lo definirono come governatore illuminato. Pisistrato lasciò in vigore tutti gli istituti della costituzione soloniana, ma riservò a sé e ai suoi fidi ogni decisione.

Sotto Pisistrato, ad Atene sorsero l’Olimpeo, il tempio di Apollo Pizio e furono istituite grandiose feste come le Panatee (in onore di Atena) e le feste Dionisie (in onore di Dionisio). I commerci ebbero un enorme impulso.

Pisistrato riconquistò i possedimenti persi nella guerra di Megera e si impadronì di Delo. Per espandersi, aveva bisogno di una flotta adeguata; creò allora delle associazioni costiere che assicurassero la costruzione di una nave.
In questo modo i Paralii (abitanti delle coste) ricavarono molto dalla costruzione delle navi e i Pediaci (abitanti delle pianure) videro aprirsi le rotte per la vendita dei loro prodotti.

Alla morte di Pisistrato, il potere passò al figlio Ippia.
Quando il fratello venne assassinato da due nobili, Ippia trasformò il suo governo in una sanguinosa dittatura: cercò di eliminare fisicamente tutti quelli che riteneva nemici.
Con questo governo vi fu una politica estera rovinosa. Le famiglie aristocratiche chiesero l’appoggio di Sparta per abbatterlo e Ippia si arrese lasciando Atene.

Gli Spartani però non si ritirarono da Atene, ma appoggiarono il colpo di stato di Isagora (amico del loro re). Egli fece condannare a morte diverse centinaia di rappresentanti delle famiglie aristocratiche e sciolse l’assemblea popolare.

Egli però, permettendo all’esercito spartano di insediarsi sull’acropoli, fece insorgere il popolo ateniese e a capo della rivolta si pose Clistene che obbligò in tre giorni gli spartani a lasciare Atene.

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