I persiani: il primo impero multietnico con Ciro il grande

I persiani erano una popolazione di origine indoeuropea risiedente dal XIV secolo a.C nell'attuale Iran, durante l'VIII secolo a.C., a causa delle scorrerie degli Sciti, provenienti dal Caucaso, intrapresero una migrazione verso sud-est. Il re dei Persiani Ciro II, detto il Grande (559 530 a.C.), appartenente alla stirpe degli Achemenidi, guidò il suo popolo contro Medi e Babilonesi e fissò la capitale del nuovo regno a Pasargade. Ciro, nel giro di pochi anni, amplia ulteriormente i confini del regno: conquistò per prima cosa il regno di Lidia, poi le fiorenti colonie greche dell'Asia minore. Infine giunse a est fino alla valle dell'Indo, a ovest fino alla penisola del Sinai, a sud fino alla Bassa Mesopotamia.
Cambise ( 530-521 a.C.), figlio e successore di Ciro, portò a termine il progetto paterno di conquistare l'intera valle del Nilo, Dario ( 521-486 a.C), succeduto a Cambise, conquistò la Tracia e i territori della valle dell'Indo, giungendo quindi ai confini dell'India: l'immenso impero persiano si estendeva per quasi 3 milioni di chilometri quadrati.

La società persiana in origine era retta da un ristretto numero di famiglie di aristocratici e guerrieri, che esercitavano il loro predominio sul resto della popolazione. Per evitare conflitti tra le varie stirpi per la conquista del potere Dario istituì uno speciale corpo militare, soprannominato i "diecimila immortali", composto da guerrieri selezionati e fedelissimi, a cui erano affidati la difesa personale del sovrano e il compito di sedare le violente rivolte dei popoli sottomessi.

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