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Le civiltà dell'antica Palestina

La Palestina, o terra di Canaan, è un territorio collinare o montuoso, coperto di boschi di conifere o di macchia, delimitato a nord dall'Anatolia, a sud dall'Egitto, a ovest dal mare, a est dai deserti. Questa posizione ne ha favorito lo sfruttamento come zona di transito di vie di commerciali. L'agricoltura e la vita urbana si svilupparono molto presto. I porti della regione costituivano il raccordo tra Oriente e Occidente. In Palestina non si sviluppò mai un forte stato: la regione era facile preda dei vicini. Essa rimase a lungo sotto la dominazione dell'Egitto; poi fu divisa in due parti, a nord quella hittita e a sud quella egizia. Si determinarono così le condizioni favorevoli allo sviluppo di civiltà autoctone, cioè città che sono nate e abitano in una certa zona. Sono civiltà autoctone quelle degli ebrei e dei fenici.
Al 1200 a.C. risalgono le migrazioni di popoli che si riversano sugli stati civilizzati. I testi egizi parlano dell'improvviso avvento di un gruppo di genti chiamate "popoli del mare", che comprendeva popolazioni provenienti dalla Libia e tribù indoeuropee originarie della penisola balcanica: in particolare i filistei, che si stanziarono in Palestina, e i lici, in Anatolia. Il grande regno degli hittiti si dissolse; l'Egitto dovette rinunciare a tutti i suoi domini nel Vicino Oriente; la Palestina tornò a disgregarsi in tanti piccoli regni autonomi e cominciarono a consolidarsi gli stanziamenti fenici ed ebrei.

Le più antiche vicende del popolo ebraico sono raccolte nella Bibbia. Si tende a interpretare la Bibbia come un documento che può far conoscere la realtà ebraica. Per gli ebrei essa costituì la fonte stessa della loro civiltà: contiene, infatti, ciò che possiamo definire l'identità culturale ebraica.
La storia degli ebrei inizia in Mesopotamia nel 2000 a.C. Gli ebrei furono un gruppo di tribù nomadi, di lingua semita, che viveva ai margini delle città su mere e si dedicava alla pastorizia e alla razzia. Il capo di uno di questi clan, Abramo, abbandonò la Mesopotamia e si diresse verso la Palestina. Egli era un capo politico e religioso e si presentava come l'esecutore dei comandi del suo dio. Il dio di Abramo, Jahvè, era il dio della sua tribù. Con questo dio Abramo aveva concluso un "patto d'alleanza" che vincolò la sua gente al suo culto esclusivo. Quella ebraica fu dunque una religione monoteista. Questa fase fu definita "età patriarcale".
La Bibbia racconta che al tempo di Giuseppe, figlio di Giacobbe, alcune tribù ebraiche emigrarono in Egitto, spinte da una grave carestia che aveva colpito la terra di Canaan. Questa migrazione portò gli hyksos a occupare la parte settentrionale dell'Egitto. Qui gli ebrei si trovarono in una condizione di asservimento: dopo la cacciata degli hyksos in Egitto si era ricostruito un forte stato centralizzato, che non sopportava la presenza di un gruppo autonomo e incontrollabile come il loro. Fu Mosè a restituire agli ebrei la loro indipendenza. Egli, che era stato cresciuto dagli egizi, si mise a capo della sua gente e la ricondusse nella terra di Canaan.

Gli ebrei iniziarono a infiltrarsi nel territorio di Canaan. Qui, gli ebrei passarono dall'economia pastorale a quella agricola e iniziarono a insediarsi nelle città cananee, sterminandone gli abitanti.
Nella conquista della terra di Canaan gli ebrei dovettero scontrarsi con i filistei. Fu una lunga guerra, in cui ogni tribù combatteva sotto la guida del proprio capo. La monarchia ebraica si costituì per necessità di militari, quando davanti alla pressione dei filistei le varie tribù dovettero coalizzarsi, accettando l'autorità di un solo sovrano. Il primo re fu Saul, che cadde in battaglia contro i filistei; toccò al suo successore David sottomettere definitivamente la regione, conquistando Gerusalemme. Gerusalemme divenne la città sacra del popolo di Israele. Il successore di David, Salomone, potè godere di un lungo periodo di pace e diede impulso alle attività commerciali. Per sua iniziativa sorse a Gerusalemme il primo tempio in onore di Jahvè.
Dopo la morte di Salomone il regno fu diviso tra i suoi due figli e si formarono così due regni: a nord il regno di Israele e a sud quello di Giuda, che era meno esteso ma aveva come capitale Gerusalemme, la città sacra. Nel frattempo, il vuoto di potere nella regione era stato colmato dagli assiri. I due deboli stati ebraici furono incapaci di contrastare la politica dei potenti vicini. Costretti al pagamento di un tributo, essi furono entranti cancellati. Il regno di Israele fu distrutto dagli assiri del re Sargon II e quello di Giuda dai neobabilonesi di Nabucodonosor, che conquistò per due volte Gerusalemme, dando alle fiamma il tempio e deportando in Mesopotamia una parte della popolazione. Più tardi, quando i persiani conquistarono Babilonia, al popolo ebraico fu consentito di tornare in Palestina: tuttavia lo stato ebraico non risorse più.
Gli ebrei diedero vita a un piccolo stato, che svolse un ruolo marginale nelle vicende politiche del Vicino Oriente. Tuttavia essi occuparono una posizione di grande rilievo, che dipende dalla loro religione: gli ebrei furono infatti il primo popolo monoteista della storia. Gli ebrei giunsero a tributare Jahvè un culto del tutto esclusivo: egli era il solo ed unico dio.
La religione di Jahvè dette agli ebrei la loro unità culturale: la Bibbia descrive la tendenza a cui una parte della popolazione di abbandonava e descrive le tremende punizioni a cui Jahvè sottoponeva gli infedeli. Egli era un dio "geloso": protegge il suo popolo ma pretende di essere venerato in modo assoluto.
Egli si manifestava agli "eletti" mediante visioni. I profeti si batterono contro l'idolatria, cioè contro l'accettazione di culti differenti da quello di Jahvè.
Per gli ebrei tutta la storia dipende dal loro patto con dio. Perciò il volere divino si manifesta non solo attraverso la vittoria, ma anche quando sono oppressi per mano di altre nazioni a cui Jahvè affida il compito di punire.

I fenici si organizzarono vicino l'attuale Libano e commerciavano nel Mediterraneo. La vita politica era controllata da un'aristrocazia mercantile: il potere apparteneva a un re che era affiancato da alcuni nobili.
I tratti distintivi della civiltà fenicia furono determinati dalla conformazione fisica del territorio in cui si sviluppò. Abitavano in un striscia di terra pianeggiante lunga e sottile; scarsa era la superficie coltivabile e la sola risorsa naturale della regione erano dei boschi di cedri. Fortunata era la posizione geografica della Fenicia, collocata in un' area strategica per il controllo dei flussi commerciali. Per questi motivi i fenici si dedicarono prevalentemente alle attività mercantili. I fenici costruivano molti oggetti, tra cui i più importanti furono i vetri lavorati, gli oggetti in bronzo e in avorio e i gioielli. Il prodotto più famoso era però la porpora. Il nome stesso dei fenici è connesso al termine greco che significa "rosso porpora" i fenici erano anche conosciuti come validissimi marinai. A loro si deve infatti lo sviluppo della tecnica di navigazione e furono i primi a praticare la navigazione notturna orientandosi con la stella polare.
La necessità di disporre di porti per i loro commerci spinse i fenici a fondare molte colonie. Alcuni porti del Mediterraneo furono Cartagine, Palermo e Cagliari. I fenici furono i primi a circumnavigare l'Africa con delle navi.
La necessità di un commercio spinse i fenici a perfezionare un sistema di scrittura adatto a redigere, in forma veloce, contratti e conti. I fenici elaborarono così un tipo di scrittura alfabetica da cui i greci trassero il loro alfabeto e dal quale deriva il nostro. A seguito di essa, la scrittura non appare più come un patrimonio di una ristretta classe sociale, ma come uno strumento facile del quale quasi tutti furono in grado di servirsi.

I fenici si scontrarono con i greci. La rivalità divenne un fatto costante. In funzione antigreca, i fenici furono perciò i più fedeli alleati dei persiani. Il prevalere dei greci sui persiani segnò quindi la fine dei fenici: la distruzione completa di Tiro da parte di Alessandro il Grande segnò la scomparsa della civiltà fenicia.

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