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AUGUSTO

Ai tempi di Augusto, quelle che oggi sono le rovine dell'antica Roma, erano il centro del Mondo, dove si potevano sentire le grida dei venditori, rumori di carri e cantieri. Roma era anche la città degli acquedotti, delle piazze e dei marmi. È stato il più grande centro del potere mai esistito nella storia.
Caio Giulio Cesare Ottaviano, detto poi Augusto, fu il primo imperatore di Roma, il modello per i successivi 79 imperatori e una fonte di ispirazione per molti scrittori, come Virgilio.
Le sue origini sono un po' misteriose, c'è chi dice che discendesse da una famiglia di schiavi e chi invece afferma che discendesse da una famiglia nobile. Il padre morì quando Augusto era ancora piccolo e lui crebbe nella zona degli attuali Castelli Romani insieme alla madre, Azia, che lo cresce da sola.
Era il nipote di Giulio Cesare che lo avrebbe adottato poi come figlio. Augusto, raggiunti ormai i 20 anni, decise di andare a combattere con lo zio in Spagna contro Sesto.

Augusto percorse la via Appia, una delle ventinove strade che i romani avevano costruito in tutta la penisola. Era lunga 519 km e ci si impiegava 14 giorni per percorrerla tutta.
Quando Augusto raggiunse Cesare era malato, aveva la febbre e la tosse, ma desiderava che ciò non si sapesse. È sempre stato di salute cagionevole, anche se sarebbe morto a 76 anni di vecchiaia. Se si pongono a confronto Cesare e Augusto si possono cogliere questi aspetti:
-Cesare era molto solitario, mentre Augusto amava il gioco di squadra.
-Cesare era un grande condottiero, mentre le battaglie vinte da Augusto sono state in realtà vinte dai suoi generali.
-Cesare era dell'antichità, Augusto era molto più moderno, anche nelle tecniche di combattimento; lui sfruttava molto le abilità del suo esercito, e le debolezze degli avversari. Questa differenza si notava molto. Cesare fu dittatore solo per pochi mesi, mentre Augusto fu imperatore per più di cinquanta anni.
-Cesare fu assassinato, mentre Augusto morì di vecchiaia.
A quei tempi, in guerra capitava spesso di essere colpiti da una freccia e anche Augusto ne fu vittima; esisteva un attrezzo, chiamato canaletta, che serviva per estrarre le frecce. Si infilava nella ferita, e avendo il bordo rialzato, prendeva la punta della freccia, ed estraendola non lacerava ulteriormente la pelle.
Augusto nel suo Impero istituì le guardie pretoriane, fece costruire l'Ara pacis, un altare dei sacrifici, dove tutti gli anni, il 30 Gennaio i sacerdoti offrivano dei doni in sacrificio. Costruirono anche il foro di Augusto, di fronte al foro romano.
Cesare ebbe due grandi storie d'amore:
-Livia, una donna nobile, sua amica, che conobbe in una notte a Roma, mentre veniva aggredita da due uomini che Augusto riuscì a mandar via. Fu lei il suo più grande amore, anche se prima aveva avuto altre due mogli. Con lei non ebbe figli.
-Cleopatra faceva parte della famiglia imperiale dell'Egitto, era sua nemica. La ricollocò sul trono, con lei ebbe un figlio.
Cesare manda Augusto in Grecia, dove conosce Macenate, che diventerà il suo architetto della politica (si dedicava alla cultura e alla propaganda), mentre il suo amico Agrippa divenne ministro.
Nella politica di Augusto c'erano 300 senatori, divisi in due schieramenti. Erano divisi in nobili che erano i tradizionalisti e volevano l'aristocrazia e in popolani, che volevano più diritti e riforme dove trarre dei vantaggi. Inoltre c'era la plebe che si lamentava di prezzi troppo alti di debiti e affitti.
C'è un acronimo molto famoso, SPQR, dal latino “Senatus PopulusQue Romanus”, in italiano “Il senato e il popolo romano”, che racchiude in sé le due figure che rappresentano il potere della Repubblica Romana, il senato e il popolo, cioè patrizi e plebei. Ai tempi di Augusto c'era in politica anche Cicerone, l'avvocato più grande di quei tempi. I processi si svolgevano vicino al tempio di Concordia e questi erano come spettacoli teatrali che tanta gente andava a vedere.
L'abilità degli avvocati era di scegliersi tutti i clienti che pagavano, Cicerone riuscì a guadagnare 150.000.000 di sesterzi.
Mentre Augusto è in Grecia, gli giunse notizia che suo zio (ormai padre), Cesare è stato assassinato, e che lui sarebbe stato il suo unico erede. Egli decisee di tornare in Italia a prendersi quello che gli spettava e torna da solo, per non far pensare che stesse minacciando il popolo.
Dopo l'assassinio di Cesare, Bruto e Cassio si ritirarono e il corpo di Cesare fu bruciato presso il foro, dove per tutta la notte la gente stava lì per dare l'addio al grande capo. Ancora oggi, andando al foro romano, nel punto dove è stato bruciato il corpo di Cesare si vedono dei fiori.
Nel frattempo Antonio, che si considerava il vero successore di Cesare, chiamò dei senatori per manovrare Augusto che ha tutta l'eredità di Cesare, ma senza successo. Augusto era determinato a comandare, donò metà dell'eredità al popolo di Roma e si arrabbiò con Antonio, il quale partì senza il suo consenso. Antonio venne accusato di tirannide e Augusto si nominò console. Richiamò Antonio per sconfiggere gli uccisori di Cesare. Chiamarono anche Lepido e così si formò il secondo triumvirato dopo quello di Cesare con Crasso e Pompeo. Combatterono contro gli assassini di Cesare, uccidendo moltissima gente; riuscirono ad uccidere Bruto e Cassio si suicidò.
Antonio si recò in Oriente per conquistare gli attuali Iran e Iraq. Si sposò con Cleopatra e insieme diventarono i re d'Egitto. Augusto restò a Roma per governare l'Impero, ma in quegli anni a Roma c'era una grande carestia. Augusto chiese soldi all'Egitto, ma Antonio non glieli accordò, attaccando invece Roma. Augusto li sconfisse e conquistò l'Egitto.
Antonio e Cleopatra scapparono con sessanta navi e si suicidarono (lei pochi giorni dopo di lui).

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