La stabilità della storia egizia

La storia dell'antico Egitto appare straordinariamente stabile, se si tiene conto della sua durata di oltre 2000 anni e se la si paragona alla contemporanea rapida eclissi di imperi altrettanto potenti, come l'accadico , il babilonese e l'assiro. A ciò si aggiunga che la storia della civiltà egizia presenta caratteri straordinariamente e precocemente omogenei, interrotti soltanto da brevi periodi di crisi. Furono proprio i grandi lavori di sistemazione del territorio lungo il corso del Nilo, che richiesero un'immane impiego di risorse e di manodopera, a favorire la creazione di un governo forte e stabile capace di garantire, attraverso il controllo esercitato dalla rete dei burocrati e degli amministratori, la pace e la prosperità al paese.

Le origini della civiltà egizia

I primi insediamenti umani in Egitto risalgono al Neolitico ed erano costituiti da allevatori e agricoltori, grandemente favoriti dalle condizioni del terreno: semi di grano e orzo, gettati nel limo, crescevano senza alcuna cura, inoltre si allevavano pecore, capre, mucche, cani da caccia e asini, impararono a tessere il lino e a modellare i vasi: insomma, si organizzarono gradualmente come comunità agricole stanziali. Le piene del Nilo, tuttavia, erano talvolta troppo abbondanti (con la conseguenza di far marcire i raccolti) o troppo scarse (facendo così seccare le piantagioni).

Questo problema, insieme con le aumentate necessità alimentari, indusse le comunità a organizzarsi per regolare il regime delle acque e sfruttarlo a fini agricoli, in tal modo il territorio da mettere a coltura, in origine limitato la zona limitrofa agli argini del Nilo, iniziò gradualmente a estendersi.

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