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Origine e prime istituzioni di Roma

L’espansione verso sud degli Etruschi interessò anche i colli di Roma e la zona attraversata dall’ultimo tratto del Tevere fino ai Colli Albani. Alla fine del VIII secolo a.C. Roma divenne una città-stato etrusca. Ma nell’arco di un secolo le popolazioni latine si affrancarono dal dominio etrusco.

Leggende e realtà
Nella tradizione la storia delle origini di Roma si fonde con le leggende della discendenza della stirpe di Enea,della contesa tra i gemelli Remo e Romolo, mitico fondatore di Roma nel 753 a.C e dalla fusione con i Sabini.

I sette re
Nelle vicende dei leggendari sette re sono presenti cenni attendibili delle prime fasi dello sviluppo della città.

Società

Le strutture fondamentali della società sono la famiglia,dominata dal pater familias, e la gens, un gruppo di famiglie che si riconoscono in un antenato comune.

Il Senato
Da queste strutture di base nascono le prime istituzioni civili: il Senato, che riconosce i capifamiglia delle famiglie importanti, e i comizi curiati: l’assemblea delle curie in cui erano divise le tre tribù originarie.

La religione

La religione è, alle origini, legata al culto degli elementi naturali e di Saturno e Crono; con la dominazione etrusca viene introdotta la triade Giove, Giunone e Minerva.

I due consoli

Tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C. i patrizi abbattono il dominio dei re etruschi, che si appoggiava ai plebei, e instaurano un governo repubblicano guidato da due consoli, rinnovati ogni anno e dotati di ampi poteri militari e civili, ma bilanciati dal controllo del Senato.

Il dominio sul Lazio

Roma deve subito affrontare l’ostilità dei popoli latini,che sconfitti al lago Regillo nel 496 a.C.,accettano l’egemonia romana.

Le istituzioni repubblicane

Le leggi devono essere proposte alle assemblee popolari da magistrati,ciascuno dei quali svolge funzioni specifiche: i pretori,i censori e i questori.
Le magistrature sono elettive, hanno durata limitata e sono collegiali, costituite da più membri che si controllano a vicenda.
Il Senato fissa le regole per l'accesso alle cariche e stabilisce la loro successione nel cosiddetto cursus honorum,che segna le tappe della carriera politica del cittadino.
Sottoposte al parere del Senato,le leggi sono poi approvate dal popolo riunito nei comizi centuriati.
In questa assemblea i patrizi,che controlla inoltre la plebe attraverso l'istituto della clientela.

Il conflitto e le conquiste dei plebei

Tra il V e IV secolo a.C. le istituzioni repubblicane si modificano in seguito alla lunga lotta dei plebei contro i privilegiati dei patrizi.
Rifiutando di partecipare alla guerra contro i Latini e ritirandosi sul monte Sacro,i plebei ottengono l’istituzione dei tribuni della plebe,dotati del diritti di veto sulle leggie sulle disposizioni ddegli altri magistrati,e del potere di intervenire alle assemblee.

Le XII tavole

Nel 451-450 a.C. la promulgazione delle leggi porta a una maggiore certezza e chiarezza del diritto.
Tra il IV e III secolo a.C. si giunge a una soluzione di sostanziale equilibrio tra patrizi e plebei.
La divisione sociale è determinata dalla ricchezza:i capi della plebe, arricchiti e potenti, formano con i patrizi una nuova classe dirigente, la nobilitas.

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