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L'EUROPA PRIMA DELLA STORIA

_L'Europa e l'Italia si svilupparono più tardi rispetto al Vicino Oriente: i primi insediamenti organizzati non sono precedenti al 1700 a.C.
Tra i popoli indoeuropei migrati verso l'Europa nel III a.C, i Celti produssero una civiltà particolarmente evoluta e raffinata. Il suo punto d'irradiazione fu la località oggi svizzera di La Tène. Fulcro della cultura celtica erano i sacerdoti chiamati druidi.

L'ITALIA PREISTORICA
_ Nella penisola italica, abitata forse fin da un milione di anni fa, l'agricoltura stanziale tardò a svilupparsi. Nel corso dei secoli fiorirono la cultura delle palafitte e quella delle terramare, quindi la cultura dei pastori appenninici e in Sardegna la civiltà nuragica. Infine, nel centro Italia, si sviluppò la civiltà villanoviana. Queste culture decaddero dopo che - verso il 1000 a.C. -si stanziarono nella penisola i popoli italici, di origine indoeuropea: Umbri, Osci, Latini, Sabini, Sanniti. Intanto, lungo le coste meridionali e quelle delle isole, fondavano le loro città i coloni greci e fenici. Furono i greci, in particolare, a portare nella penisola italica la scrittura, il segno certo del passaggio dalla fase preistorica alla storia.

LA CIVILTA' ETRUSCA
_ Di origini e provenienza incerta, gli Etruschi occuparono le regioni centrali della penisola, dove
già nel 700 a.C. Potevano contare fiorenti insediamenti urbani.
Gli Etruschi entrarono presto in contatto (e in conflitto) con le colonie greche, che ne limitarono l'espansione verso sud. Gli Etruschi svilupparono una civiltà evoluta, che esercitò un forte influsso sulla città di Roma; per lungo tempo essa rimase sotto la loro tutela.

LA NASCITA DI ROMA E I SETTE RE
_ Secondo la tradizionale Roma fu fondata nel 753 a.C., in felice posizione strategica sul Tevere, quasi alla foce sul mare; era favorita dai sette colli e dalla possibilità di ricchi traffici commerciali. All'inizio Roma fu retta da sette re, il primo dei quali fu Romolo. In totale i re governarono Roma
fino al 510 o 509 a C. A quell'epoca Roma era una città-stato : una città con le sue leggi, un suo esercito, una sua moneta ecc., cosi come le poleis greche che , proprio in questi decenni, si stavano
affermando a non molte centinai di km di distanza.

IL PASSAGIO DALLA MONARCHIA ALLA REPUBBLICA
-Nel 509 o 510aC. I romani cacciarono l'ultimo re, Tarquinio il Superbo, e si diedero un nuovo sistema di governo: dalla monarchia si passo alla repubblica.
I cittadini riuniti nella assemblea dei comizi eleggevano i consoli e gli altri magistrati; essi

rimanevano incarica per un tempo prestabilito, cosi che nessuno potesse farsi re.
Tuttavia il vero dominatore della vita politica, a Roma, era il senato, espressione delle famiglie aristocratiche di proprietari terrieri (i cosiddetti Patrizi) che si tramandavano il potere di generazioni in generazioni.

CULTURA E RELIGIONE NELLA ROMA DELLE ORIGINI
_La cultura, nella Roma arcaica, assunse presto alcuni caratteri che avrebbero conservato i secoli: la prevalenza del pater familias, il culto delle tradizioni, i valori tipici di una civiltà cittadina, come la frugalità, senso del dovere, concretezza e praticità, infine il timore degli dei. Quest'ultimo era regolato dai rituali della religione romana, che si fisso in quest'epoca, fondendo elementi italici e etruschi con altri elementi, ripresi dalla cultura greca. Quella romana era una tipica religione di stato, finalizzata ad assicurare la benevolenza degli dei alle varie attività umane, e anzitutto alla vita della collettività.
LA SUPREMAZIA NELL'ITALIA CENTRO- MERIDIONALE
-Cinque secoli dopo la fondazione della città, due secoli e mezzo dopo la costituzione della repubblica e appena un secolo dopo essere stata saccheggiata da un'incursione di Galli (687 a.C.)
Roma riuscì a unificare tutta l'Italia centro-meridionale:
-sconfisse prima le città latine, poi i popoli confinati dei Volsci e degli Equi e quindi la città etrusca di Veio; in tal modo si procuro la supremazia nel Lazio.
-in seguito fu duramente impeganta dai Sanniti, che le inflissero tra l'altro la dura umiliazione delle
“forche caudine”; alla fine , dopo trent'anni di duri scontri, nel 295 a.C. ,Roma riporto' contro i Sanniti una vittoria decisiva; quindi , nel 275 a.C. Sconfisse Taranto, capofila della città magno greche della penisola, che aveva potuto contare sull'aiuto militare di Pirro, re dell'Epiro. La vittoria su Taranto le spalanco' appunto il possesso dell'intera Italia centro-meridionale, esclusa la Sicilia.


IL GOVERNO ROMANO DELL'ITALIA
_Le città italiche assoggettate furono trattate da Roma in modo vario, a seconda delle convenienze e del grado di obbedienza dimostrata dai singoli centri. Vi erano città alleate, municipi e colonie, ciascuna dotata di un certo grado di autonomia, ma anche di precisi doveri verso la capitale.
In linea generale Roma mirava a ottenere la piena collaborazione delle varie città,garantendo diversi vantaggi ai loro abitanti:questa collaborazione tra centro e periferia della penisola rimase una delle basi più salde dell'imperium di Roma.


LE LOTTE TRA PATRIZI E PLEBEI
_Tra il V e il III secolo a.C. Le lotte interne tra plebei e patrizi condussero all'istituzione di nuove magistrature (tra cui i tribuni della plebe) e al riconoscimento ai plebei di pressoché tutti i diritti politici. Una serie di leggi riconobbe l'accesso dei plebei a tutte le magistrature, dal consolato al pontificato. Si creo' alla fine una nuova classe dirigente, la mobilitas, della quale facevano parte i patrizi e i plebei ricchi. Tale ristretta oligarchia imponeva la propria volontà sul Senato e sulle assemblee popolari dei comizi, garantendosi scelte politiche coerenti con i propri interessi economici.

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