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Il contrasto tra occidente e oriente, dall'antichità a oggi

Etimologia
Oriente: deriva dal verbo latino oriri: sorgere, quindi l’oriente si trova dove sorge il sole
Occidente: deriva dal verbo latino occidere: cadere, quindi l’occidente si trova dove Non solo dimensioni spaziali:L’Oriente e l’Occidente non sono dei luoghi precisi, poiché ciascun punto del cielo e della Terra è di volta in volta Oriente e Occidente a causa del moto apparente del sole intorno ad essa. Inoltre questi due termini da indicatori geografici sono diventati nomi di significato assoluto e perciò si scrivono con la lettera maiuscola. Il punto di osservazione a cui tutti fanno riferimento è il medesimo: l’Europa. Infatti è stata l’Europa a determinare l’Oriente, al tempo stesso ne è stata influenzata diventando l’Occidente. Un esempio di questo unico punto d’osservazione è il Medio Oriente: infatti medio e Oriente sono attributi riferiti all’Europa, che identificano una zona non precisamente definita.


Europa e AsiaOriginariamente gli storici facevano risalire il significato di Europa e Asia dai termini Oriente e Occidente che, per diversi secoli, si sono definiti per esclusione reciproca e hanno sempre indicato differenti modelli politici, culturali e sistemi di valore. Oriente e Occidente nascono così come due concetti contrapposti.
Mentre l’Africa e l’America hanno confini ben delineati, né l’Europa e né l’Asia hanno confini geografici e politici ben definiti, nonostante il confine si sia identificato nei monti Urali o nel corso del fiume Don.


Nell’antichità il confine tra Europa e Oriente passava per il mar Egeo e separava la Grecia dall’impero persiano. La differenza sostanziale, come scrive Ippocrate (460-377 a.C), si trova nelle diverse condizioni di vita dei due popoli: i greci infatti erano fieri delle loro libere istituzioni politiche, mentre i persiani erano governati da un re e quindi non erano padroni di loro stessi e autonomi.
L’origine del conflitto fra Oriente e Occidente fu identificato in un mito antico relativo alla guerra di Troia causata dal rapimento di Elena. I greci infatti furono i primi a combattere contro i popoli asiatici e da allora per i persiani tutto ciò che era greco era da loro considerato come nemico, poiché non ritenevano di aver nulla in comune con l’Europa. D’altro canto i greci chiamavano barbari tutti i popoli al di fuori dei loro confini, rivolgendo soprattutto questo appellativo ai persiani. Anche nell’Europa medievale furono presenti gli stessi pregiudizi nei confronti delle popolazioni orientali. L’unico impero presente in Oriente ad essere tenuto in considerazione fu l’antico Impero Romano d’Oriente, ma più tardi, a causa della scissione della Chiesa cattolica romana e quella greco-ortodossa, anche i rapporti con esso si raffreddarono.

Secondo lo storico Federico Chabod numerose erano le differenze riscontrate tra occidentali (germani) e orientali (bizantini) da Liutprando, nella seconda metà del X secolo: i primi erano eroi, avvezzi alla guerra e alla vittoria, onesti, leali mentre i secondi effeminati, molli, traditori, infidi, furbi. Nei motivi di differenza tra occidentali e orientali del medioevo v’è una fondamentale differenza, rispetto a quelli emersi nel V-IV sec. Se allora l’occidente era costituito dai greci e l’oriente dai persiani, nel medioevo l’occidente era formato dai paesi ad ovest dell’Adriatico e l’oriente da quelli a Est, compresa la Grecia.


Occidente cristiano e civiltà arabo-islamica
Nell’ VII secolo si sviluppò una nuova contrapposizione tra Europa e Asia che vedeva come protagonisti la raffinata civiltà arabo-islamica e l’Occidente cristiano.
Nel medioevo il punto di coesione dell’Occidente fu la comune appartenenza da parte dei popoli del Sacro Romano Impero alla religione cristiana. Infatti esso era il paese dei cristiani e poneva i suoi confini dove iniziavano le terre degli infedeli, coloro che non erano cristiani, ma universalmente riconosciuti come mussulmani. È contro di loro che i cristiani quando si sentirono abbastanza forti scatenarono una serie di guerre, chiamate crociate, che miravano al riappropriamento della Terra Santa. Ma l’impero d’Oriente non era composto solo da mussulmani, ma anche da cristiani che non furono considerati come tali dai cristiani occidentali. Infatti la stessa Costantinopoli cristiana venne conquistata nel 1202/1204 nel corso della IV crociata. L’Oriente venne ora più che mai identificato con il mondo mussulmano e greco-ortodosso e, a causa di ciò, la scissione fu ancora più netta. Più tardi, quando l’impero d’Oriente venne invaso da una popolazione turca precedentemente convertita all’islam, Costantinopoli divenne Istambul e S.Sofia, edificata come chiesa cattolica, fu trasformata in moschea. Da allora in poi sarà Mosca a rappresentare i cristiani orientali.


Gli sviluppi moderni tra oriente e occidente
Dopo che Mosca divenne la capitale del cristianesimo ortodosso gli europei, riprendendo i temi della cultura classica, tornarono a giudicare gli orientali, i russi in questo caso, come barbari. A testimonianza di ciò riportiamo alcune parole scritte da Adam Olschlager nel XVII secolo, riferite ai russi: “Grande cortesia e costumi onorevoli non si possono tra di loro ricercare […] i russi sono duri e per così dire creati dalla natura per la servitù, devono anche essere tenuti sotto un giogo duro e rigido […] essi sono tra loro schiavi e servi”. Questa immagine venne confermata nell’Europa dell’ottocento quando l’impero zarista divenne l’emblema del dispotismo. Neanche in seguito, durante il novecento, dopo che l’impero degli zar venne abbattuto dalla rivoluzione socialista, questa idea mutò nell’Occidente.
Intanto, con la caduta di Costantinopli nel 1453, era scomparsa l’ultima presenza cristiana nel Mediterraneo orientale e il bacino di quel mare e le terre della sua terra settentrionale risultavano divise in due: a ovest Europa cristiana e a est l’Oriente musulmano. Questa frontiera si definì in seguito attraverso lunghi scontri tra l’impero ottomano, desideroso di conquistare l’occidente, e l’impero tedesco degli Asburgo, che arginarono quell’espansione per secoli. Nonostante la caduta dell’impero ottomano, avvenuta alla fine della prima guerra mondiale, quella frontiera continuerà ad esistere. È quanto osserva il giornalista Bernardo Valli commentando il voto con il quale, nel dicembre del 1997, è stata respinta la richiesta della Turchia di entrare a far parte dell’Unione Europea. Secondo il suo articolo, comparso su “La repubblica”, i Turchi accusarono l’UE di essere un “club” riservato a sole nazioni cristiane. La Turchia, una dei paesi più laici dell’Islam, irrobustirono la tesi secondo cui l’Occidente si distingue dall’Oriente anche per la sua “cristianità”.

L’Oriente, nonostante il suo antagonismo con l’Europa, è stato per molti secoli un luogo carico di misteri e fascino. Questo aspetto, che emergeva già dai racconti di Marco Polo e degli altri viaggiatori, emerse specialmente all’epoca delle colonie, alla fine dell’Ottocento, quando le relazioni sempre più frequenti dei numerosi esploratori che si spingevano in Oriente alimentavano la curiosità di molti Europei. Nacquero così i romanzi esotici nei quali gli autori non rappresentavano la realtà orientale ma piuttosto rappresentavano con fantasia ciò che gli Europei si aspettavano di trovare. Molti autori, tra i quali R. Kipling, infatti descrivevano l’Oriente senza mai muoversi dal proprio paese, basando i suoi romanzi sulle fantasia Europee. Edward Said, uno studioso di questo fenomeno, ritiene che l’Oriente veniva “corretto” per il semplice fatto che si trovava al di fuori dei confini Europei. Ciò è riconoscibile nella vita quotidiana: quando ci poniamo di fronte a una cultura diversa non la osserviamo per conoscerla come è realmente ma per rintracciare in essa quello che immaginiamo.

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