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La storia della moneta

Nei tempi più remoti, prima che l'idea di moneta fosse concepita, gli scambi avevano la forma del baratto, cioè scambiavano una cosa per un'altra di uguale valore. ma i mercanti preferivano essere pagati con i metalli, perchè riunivano un grande valore in poco spazio, tutti li accettavano in pagamento, potevano essere ridotti, fusi in lingotti e non si deterioravano nel tempo. Solo verso la fine del VII secolo ha cominciato a diffondersi l'uso dela coniazione di monete, il cui valore era uguale al valore del metallo di erano formate. Ma la moneta coniata poteva essere rubata e nessuno avrebbe potuto più distinguere le proprie monete da altre simili. Per supplire a questo inconveniente cominciò ad affermarsi nel Medioevo il ricorso alla lettera di cambio: un documento con cui i banchieri affermavano che tal persona aveva depositato presso di loro una certa somma. Poco a poco le grandi transizioni cominciarono ad effettuarsi esclusivamente con scambi di queste lettere e successivamente i banchieri non rilasciavano più una sola lettera personalizzata, ma una serie di lettere di importo diverso, già predisposte. Poco dopo i Governi iniziarono a mettere sotto controllo l'attività di emissione delle vanconote che venne poi progressivamente ristretta alle sole banche dello Stato.

Inizialmente ogni moneta di carta emessa dalla banca aveva un esatto corrispettivo in oro. Il sistema che consentiva la libera convertibilità della carta moneta in oro venne chiamato gold standard, o sistema aureo. Quando all'inizio del XX secolo entrò in crisi, fu sospeso in molti Paesi. Oggi l'oro non svolge più nessuna funzione monetaria.

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