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Civiltà della Mesopotamia

la Mesopotamia antica

Mesopotamia

La regione compresa fra i fiumi Tigri ed Eufrate è conosciuta con il nome di Mesopotamia, cioè "terra fra due fiumi": molto ambita perché fertilissima, fa parte della cosiddetta "Mezzaluna fertile" che si estende dalla Mesopotamia alla valle del Nilo; fu abitata già nell'età del bronzo ed ebbe, nel quarto millennio, una ricca crescita agricola ed urbana a cui si accompagnò un intenso sviluppo culturale culminato, intorno al 3000, con la nascita della scrittura; si crearono così le condizioni ottimali per l'affermazione delle grandi civiltà orientali.
Fra i numerosi popoli della Mesopotamia che presero stabile dimora nell'ampio bacino del Tigri e dell'Eufrate sono da ricordare in modo particolare i Sumeri, i Babilonesi e gli Assiri: di origine incerta i primi, di stirpe sicuramente semitica gli altri due.

Sumeri

La prima civiltà che si sviluppò nell'antica Mesopotamia fu quella dei Sumeri, che impiegarono circa un millennio per bonificare la regione occupata, fino a farla diventare, mediante la costruzione di canali, una delle più fertili del mondo.
Man mano che la produzione agricola aumentava sorsero nella regione una dozzina di piccole città dove si parlava la stessa lingua e si usava la stessa scrittura: nata intorno al 3000 a.C., era formata da chiodi o cunei, da cui il nome cuneiforme.
Essenzialmente dediti all'agricoltura, coltivavano orzo e grano, solcavano i campi con canali irrigui e li attraversavano con carri dotati di ruote piene (le prime della storia), lavoravano i metalli, organizzarono le prime scuole, trattavano umanamente gli schiavi ed istituirono il più antico Parlamento della Storia, quello di Uruk, dove il re riuniva il popolo in assemblea prima di prendere importanti decisioni.
Ogni città formava uno stato indipendente, da cui il nome di città-stato; la religione ed il governo delle città-stato erano strettamente legati fra loro ed ogni città aveva la sua divinità protettrice ed il suo tempio: i Sumeri infatti pensavano che la vita della comunità dipendesse dal volere degli dei.
Le divinità erano venerate in gigantesche torri – tempio dette ziggurat ed alcune di queste divinità continuarono ad essere venerate dai popoli della Mesopotamia anche dopo il tramonto dei Sumeri.
Presso la civiltà sumerica troviamo le testimonianze scritte delle prime cosmogonie: essi pensavano che all'origine di tutto vi fosse il Caos, ammasso disordinato di materia, riordinato poi dagli dei che crearono la terra, il cielo, gli uomini. Erano dei antropomorfi che si comportavano come gli uomini stessi e ciò lo vediamo dalla legenda di Gilgamesh, re della città di Uruk, le cui vicende sono narrate nel più antico poema epico dell'umanità.

Al tempio il popolo portava in offerta una parte dei raccolti e tutti i prodotti necessari alla vita della comunità erano amministrati dalla casta dei governanti che organizzavano anche i lavori per la costruzione dei canali; a capo di questi era il re-sacerdote, detto "Grande Uomo" (Lugal), che rappresentava la divinità in Terra. Al re si affiancavano i sacerdoti – amministratori, gli scribi, che possedevano il segreto della scrittura, i guerrieri ed i mercanti.

Accadi

Intorno al 2500 ai Sumeri subentrarono gli Accadi che si erano stabiliti nella parte centrale della Mesopotamia e, sotto il re Sargon, si erano estesi fino alla Siria ed al Mediterraneo.
Essi conquistarono le città-stato sumere e fondarono il primo impero della storia, un regno unitario che si estendeva dal Mediterraneo al Golfo Persico, comprendente popoli diversi.
Per la prima volta si verificò un fenomeno che si sarebbe ripetuto spesso in seguito: i popoli mesopotamici conquistatori furono in realtà conquistati dalla superiore civiltà di quelli sottomessi; i Sumeri dovettero pagare i tributi agli Accadi ma questi appresero e diffusero le conoscenze dei Sumeri.
Dall'incontro della cultura sumera con quella semitica si formò una nuova cultura.

Babilonesi

Attorno al 2000 in Mesopotamia si infiltrò lentamente e pacificamente il popolo degli Amorrei così chiamati perché provenienti dal paese di Amurru che in lingua sumerica significa "a occidente della Mesopotamia"; gli Amorrei divennero noti come Babilonesi dal nome della città da loro fondata vicino alle rive dell'Eufrate.
Il loro massimo splendore si ebbe nel secondo millennio con il re Hammurabi, famoso per il suo codice di leggi che regolava tutti gli aspetti della vita civile ed economica; egli inoltre attuò lavori di pubblica utilità per migliorare le condizioni idriche del paese, per collegare Babilonia con il mare, abbellirla con sontuose costruzioni ed allacciare rapporti con i paesi del più lontano Oriente.
Un altro merito di Hammurabi fu quello di aver saputo accentrare nelle proprie mani l'amministrazione del regno ed aver dato così, per primo, unità all'impero.
In campo politico con i babilonesi si registra una diminuzione di autorità della classe sacerdotale a vantaggio del re e della sua burocrazia; sotto Hammurabi i giudici con maggior peso erano quelli che dipendevano dal palazzo e non più quelli legati all'ambiente del tempio. Il prevalere del palazzo sul tempio fu favorito anche dalla politica di espansione e di conquista perseguita da Hammurabi; tale politica portò all'assegnazione di terre ai veterani dell'esercito, in precedenza privi di mezzi autonomi di sostentamento. Questa usanza creò una categoria di persone legate al potere del re e dei suoi funzionari.

Indoeuropei

Dopo la morte di Hammurabi il regno babilonese entrò in crisi anche per la comparsa degli indoeuropei che, verso la fine del terzo millennio, si erano stanziati in diverse regioni del mondo (Asia Minore, Altopiano iranico, India, Europa).

Non sappiamo bene chi fossero gli Indoeuropei e da dove provenissero ma si fanno diverse ipotesi: secondo alcuni la loro patria di origine sarebbe stata l'Europa settentrionale, fra le Alpi ed il Mar Baltico, altri ritengono che provenissero dalla Russia meridionale vicino al mar Nero (ed è l'ipotesi più probabile), altri ancora li dicono originari dell'Anatolia.

Hittiti

Intorno al 2000 gli Hittiti, anch'essi di origine indoeuropea, si stabilirono in Anatolia e si espansero verso la Mesopotamia grazie alla loro superiorità militare nei confronti delle altre popolazioni; essi infatti utilizzavano armi fino ad allora sconosciute, come il carro da guerra trainato da cavalli e perfezionarono la metallurgia, con evidenti conseguenze sul piano militare, introducendo l'uso del ferro.
Dopo aver costituito piccoli principati, a partire dal 1650 fondarono uno stato unitario e stabilirono la capitale ad Hattusas (l'attuale villaggio di Bogazkoy, vicino ad Ankara); dal 1600 si espansero verso la Mesopotamia conquistando e saccheggiando Babilonia ed occupando poi la Siria ed il Libano; qui si scontrarono con gli Egiziani e combatterono contro Ramses II a Qadesh (nell'odierna Siria) intorno al 1284.
Alla guerra seguì un trattato di pace, detto della "Pace eterna" di cui possediamo due iscrizioni, una in lingua egiziana (in geroglifici), l'altra in lingua hittita (a caratteri cuneiformi).
Intorno al 1200 il regno degli Hittiti fu annientato dall'invasione dei "Popoli del mare", di varia provenienza e chiamati così da fonti egiziane, in quanto si erano stabiliti nel Mediterraneo orientale e nelle isole dell'Egeo.

Assiri

Verso il 1200 il crollo del regno degli Hittiti favorì lo sviluppo degli Assiri, un popolo bellicoso stanziato nella parte settentrionale della Mesopotamia; la massima espansione degli Assiri si ebbe sotto il regno del re Sargon II (721-705) che sottomise il regno di Israele.
Con il suo successore gli Assiri distrussero Babilonia ed invasero l'Egitto creando così, per la prima volta, un impero universale che radunava in un unico organismo statale le grandi civiltà dell'Antico Oriente.
L'ultimo grande re assiro fu Assurbanipal (668-626) che ampliò Ninive, la capitale del regno, e costruì un'immensa biblioteca; alla sua morte iniziò la decadenza del regno Assiro: Babilonia ottenne di nuovo la sua indipendenza e si alleò con altri popoli, fra cui i Medi provenienti dall'altopiano iranico, i quali fecero guerra agli Assiri e distrussero Ninive.

Assiro – Babilonesi

Al regno degli Assiri subentrò l'impero neobabilonese che durò circa un secolo; l'antica Mesopotamia fu unificata dal re babilonese Nabopolassar la cui opera di espansione fu proseguita dal figlio Nabucodonosor; questi invase e distrusse Gerusalemme e fece deportare tutti i Giudei che si erano ribellati, dando così inizio al più grande esilio degli Ebrei, passato alla storia con il nome di "Cattività babilonese".
Sotto i suoi successori si manifestarono i primi segni di decadenza: mentre il lusso e la corruzione non avevano più limiti, Babilonia e tutto il territorio dipendente caddero sotto la dominazione persiana.

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