Ominide 6205 punti

I Popoli del Mare

L'equilibrio politico determinatosi in tutto il Vicino Oriente intorno alle due forze egemoni, Ittiti ed Egizi, si spezzò improvvisamente verso il 1200 a.C., in conseguenza di una violenta invasione di popoli provenienti dalla penisola balcanica. Gli attacchi cominciarono dal mare, lungo la costa siriana, e crebbero progressivamente in intensità. Il panico si diffuse dall'Anatolia all'Egitto, ma i preparativi di difesa si rivelarono inadeguati, poiché i nemici erano bellicosi e ben armati. Si trattava di uno schieramento composto di diverse genti, che le fonti egizie chiamarono Popoli del Mare. Solo alcuni di questi popoli sono stati identificati con sicurezza – gli Achei o i Lici – mentre sugli altri non sappiamo quasi nulla.
Dal mare, gli invasori penetrarono nell'entroterra e sotto i loro colpi le città caddero una dopo l'altra. Quando l'impero ittita fu aggredito, le popolazioni anatoliche insorsero seminando ovunque la devastazione: la capitale Khattusha fu espugnata e la potenza ittita si sbriciolò per non risorgere mai più. Il faraone Ramses III (1197-1165 a.C.) riuscì a fermare i nemici alle porte del suo paese, ma fu costretto ad abbandonare tutta la zona siro-palestinese.

Secondo una vecchia abitudine storiografica, questi eventi, databili intorno al 1200 a.C., segnerebbero il passaggio dall'“età del bronzo” all'età del ferro. Fino a qualche tempo fa si riteneva infatti che il ferro, prima sconosciuto, fosse stato diffuso in Europa e nel Vicino Oriente dai Popoli del Mare. Si scoprì invece successivamente che il ferro era noto in tutto il Vicino Oriente già molto tempo prima. E' vero tuttavia che dopo il 1200 a.C. la produzione e la diffusione di questo metallo aumentarono. Ma il bronzo continuò sempre a essere usato, durante tutta la storia antica, accanto al ferro.

Registrati via email