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Mesopotamia - Nascita dell'agricoltura

Contemporaneamente all’agricoltura si sviluppò l’allevamento. Queste due attività, per molti aspetti interdipendenti, diedero impulso a ulteriori innovazioni. Per contenere, conservare e cuocere i cibi dalla coltivazione della terra e dall’allevamento era indispensabile disporre di recipienti adatti. Fu attorno al 5 000 a.C. che cominciarono a comparire i primi esemplari di ceramica, ottenuta cuocendo l’argilla a temperature che la rendevano impermeabile e resistente al calore. Con le fibre (lino, lana) ricavate dall’agricoltura e dall’allevamento si cominciarono poi a realizzare indumenti diversi da quelli in pelle animale: la filatura e la tessitura, grazie anche all’invenzione del telaio, divennero pratiche comuni.
L’attività di pesca venne intensificata e per solcare fiumi e laghi vennero ricavate imbarcazioni (piroghe e canoe) scavando i tronchi degli alberi. Infine si cominciò a trasportare i beni con i cari, grazie all’impiego della ruota, la cui invenzione risale al 3500 a.C. circa: le prime testimonianze archeologiche di questa importantissima scoperta dell’uomo si trovano in Mesopotamia.

Contrariamente a quanto si pensa, sembra che la ruota sia nata inizialmente come strumento per facilitare il lavoro dei tornitori e dei fabbricanti di vasi, mentre l’applicazione delle ruote ai veicoli avvenne solo in seguito: la sostituzione delle slitte con questi nuovi carri a ruote determinò una profonda rivoluzione nei trasporti. Le prime ruote, raffigurate su incisioni antiche, erano piene; le ruote nacquero nella prima metà del II millennio a.C.

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