La regione compresa tra i due grandi fiumi Tigri ed Eufrate, corrispondente all'incirca al moderno Iraq, era nota fin dall'antichità con il nome di Mesopotamia, che in greco vuol dire "in mezzo ai fiumi". Questa regione costituisce l'estremità orientale della "mezzaluna fertile" che comprende anche l'Egitto e l'Anatolia. E' una terra pianeggiante e arida, soggetta ad allagamenti periodici a causa delle piene dei fiumi. Abitata, finb dal Paleolitico, da cacciatori seminomadi che vivevano in caverne, la Mesopotamia non fu sempre arida; nel Paleolitico era coperta da vaste foreste, ma quando ebbe termine l'ultima glaciazione la zona divenne desertica e la popolazione cercò rifugio vicino ai fiumi.

Il Tigri e l'Eufrate, scendendo dai monti dell'Armenia, scorrono quasi paralleli; verso il termine del loro corso si avvicinano e sfociano nel golfo Persico, a poca distanza l'uno dall'altro. I due fiumi erano soggetti a piene irregolari e imprevedibili, che allagavano le estensioni pianeggianti formando, soprattutto nell'area più a sud, vaste zone paludose. L'agricoltura che, nacque proprio in questa zona poteva perciò essere praticata solo dopo adeguati lavori di canalizzazione e di irrigazione.

Gli abitanti dei villaggi impararono a dominare le acque e costruirono complessi sistemi di dighe e canali che permettevano uno sfruttamento intenso delle terre. Selezionarono nuove piante alimentari, come il grano, l'orzo e la palma; iniziarono a conservare i raccolti in grandi depositi; svilupparono l'artigianato della ceramica e impararono la tecnica della metallurgia. Fondarono le prime città e, inventarono la scrittura, che segna, in questa parte del mondo, il definitivo "inizio della storia".

Al centro tra Oriente e Occidente, la Mesopotamia divenne una grande potenza commerciale perché era facilmente raggiungibile via terra, via mare o lungo i fiumi. Tuttavia questa stessa mancanza di ostacoli naturali la esponeva ai rischi di continue invasioni da parte di altri popoli.
Questi, attratti dalla crescente prosperità della regione, diedero luogo a un susseguirsi di civiltà diverse: a quella dei sumeri seguì quella degli accadi; vi furono, poi, quelle dei babilonesi, degli ittiti e degli assiri.

Benché molti popoli si siano succeduti nei quasi tre millenni intercorsi tra i primi documenti scritti e il 550 a.C. si può dire che la Mesopotamia abbia sempre manntenuto i caratteri di una civiltà indipendente e originale.
Infatti questa regione, almeno dal punto di vista culturale, costituì sempre un'unica entità. Il paesaggio, la vita economica e sociale, la scrittura, l'architettura, la religione, la mitologia, le scienze e la letteratura: tutti questi elementi costituirono un insieme unitario che collegò senza interruzioni i vari momenti della civiltà dei popoli mesopotamici.

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