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Mediterraneo all’alba di un nuovo Millennio

Nel II millennio a.C. si erano sviluppate e avevano raggiunto il loro apice molte grandi civiltà: quella babilonese, quella hittita e la civiltà egizia; nel Continente europeo si svilupparono per esempio la civiltà minoica e quella micenea. La vita civile nel suo complesso si era consolidata in varie aree geografiche e poteva dirsi ormai una conquista definitivamente acquista per l’umanità: agricoltura, scrittura, vita cittadina, organizzazione statale non erano ormai più patrimonio di ristretti gruppi. Si erano avute anche le prime grandi stagioni spirituali e scientifiche: la letteratura egizia e quella sumera erano state le prime letterature dell’umanità. Inoltre si era diffuso l’uso del cavallo ed era stata perfezionata l’arte della navigazione. Questo mondo fu però posto a dura prova poco dopo il 1200 a.c, quando iniziò un periodo di generale instabilità: in quell'anno vi furono, infatti, nuove migrazioni di popoli che si riversarono negli Stati civilizzati e, in buona parte, li travolsero.

Si trattò di un complesso sommovimento le cui cause restano ancora oggi ignote; gli Egizi di un gruppo eterogeneo di genti chiamate “popoli del mare”, che comprendevano popolazioni provenienti dalla Libia e tribù indoeuropee: queste esercitarono una funzione essenzialmente distributiva, dopodiché si dispersero nel Mediterraneo. Alcuni di questi popoli sono noti per le loro vicende successive: in particolare il popolo dei Filistei, che si stanziarono in Palestina (nome che significa appunto “Paese dei Filistei”), e quello dei Lici, che occupò alcune regioni dell’Anatolia. Fu appunto a causa dell’ondata migratoria avvenuta in quest’epoca che civiltà come quelle degli Hittiti e dei Micenei scomparvero dalla storia e gli Egizi iniziarono il loro inarrestabile declino.
In verità, la conoscenza di questo metallo risaliva ad almeno un millennio prima, dato che esso era abbastanza facile da reperire in natura; tuttavia le difficoltà tecniche che la sua lavorazione comportava fecero sì che per lungo tempo lo stagno rimanesse il metallo più usato. La diffusione di oggetti in ferro a partire dal 1200 a.C spiega il nome di “Età del ferro” dato a quest’epoca, anche se fu solo una componente dei progressi realizzati a partire dalla fine del Ii millennio a.C.

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