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Le aree allora controllate erano l’italia, la grecia, l’Asia e la provincia d’africa mentre le restanti sono in mano a terzi. Ad esempio Gallia Britannia e spagna sono sotto potere di Marco Latino Postumo che aveva ucciso il figlio di Gallieno e a Treviri si era costruito un palazzo da cui governava e addirittura coniava monete. La Dalmazia e la Pannonia erano sotto Ingenuo Caio mentre tutti i Balcani sotto altri.

Altri problemi erano i popoli barbari in costante avanzata: i Franchi stanziati nel basso Reno, l’attuale Francia del nord; gli Alamanni, i Vandali e i Goti che avevano già terre a sud del Danubio. In Oriente fu invece il Regno di Palmira a subentrare a Roma nel governo delle province dell'Asia minore, di Siria ed Egitto, difendendole dagli attacchi dei Persiani: nel 262 Odenato riesce a respingere le tribù, conferendo indirettamente a Gallieno per 4 anni il controllo su tutti gli eserciti in oriente. Nel 267 O. È ucciso insieme al figlio da sicari Sassanidi. La vedova Zenobia prese il potere organizzando la difesa della Siria basandosi sulla popolazione Aramaica e sottomettendo a sé in quando regina tutto il territorio circostante a Palmira

Questo periodo vede disastrose condizioni: la prima è di diffuso decadimento economico e conseguente calo demografico che porta anche ad una minore disponibilità schiavile e la seconda è una profonda penetrazione dei popoli stranieri. Nell’Illiria o Illirico (entroterra del Danubio, ex Jugoslavia) s’inizia ad organizzarsi. Le terre sono piene di boschi e gli schiavi fuggiti dai latifondi possono trovare rifugio fra le tribù galliche di vandali e goti che qui vivono. Dunque proprio a causa della scarsezza di manodopera schiavile una buona parte delle proprietà vengono abbandonate. Si rendono disponibili a comprarle ufficiali dell’esercito romano o funzionari e burocrati o semplici soldati legionari. Questi nuovi proprietari introducono una nuova maniera di trattare gli schiavi, dando vita alla figura dello Schiavo Accasato, che gode di una condizione di vita decisamente migliore. In caso di fuga sarebbe più facilmente ritrovato da un soldato che non da un ricco signore. Si crea uno spirito di corpo e non si paga malvolentieri l’annona militaris.

Nel 267 i Vandali dilagano in Pannonia e i Goti in Tracia. I più alti ufficiali che operano nelle provincie illiriche si coalizzano a mo’ di organo provinciale. Questa giunta militare coordina la difesa delle zone per salvare l’Illirico e aiutare le campagne imperiali a riorganizzarsi secondo modello Illirico. Gallieno lascia Roma e l’Italia al controllo di Aureolo per andare nella zona Danubiana. Nel 268 Aureolo (comandante di cavalleria di stanza a Milano) fa di Milano la sua base e si accorda col Senato che lo proclama imperatore dopo aver trovato un accordo con Postumo per deporre Gallieno.

Gallieno dunque abbandona la tracia per tornare in Italia con alcuni reparti Danubiani. Sconfigge Aureolo in pianura padana e questo si barrica in Milano. Gallieno viene ucciso a tradimento da due sicari ma i suoi ufficiali continuano con l’assedio a Milano. Si cerca un accordo ma Aureolo viene ucciso dai suoi soldati. L’esercito sceglie un ufficiale della giunta illirica come nuovo imperatore, Claudio II, che continua la politica di Gallieno (svalutazione della moneta, estromissione del Senato, potenziamento della cavalleria mobile).

Nell’estate del 268 gli Alamanni superano il Brennero arrivando sul lago di Garda dove Claudio li sconfigge in battaglia. Nel frattempo dalla tracia i goti sono penetrati in macedonia e Grecia fino ad Atene. Claudio quindi passa in Grecia, dove durante primavera del 269 ottiene nella battaglia di Isso una vittoria storica sui Goti. In seguito a ciò si reca a Sirmo, in Pannonia, dove spazza via le ultime tribù germaniche e riportando al Danubio il confine dell’impero.

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