Genius 13051 punti

Lex Manilia contro Mitridate
Nel 66 a.C la Lex Manilia (così chiamata perché proposta dal tribuno Caio Manilio) affidò nuovamente a Pompeo i pieni poteri, questa volta al fine di chiudere per sempre la partita con Mitridate. Il re del Ponto, infatti, continuava a tramare ai danni di Roma e si era alleato con il re d’Armenia, Tigrane, invadendo nel 75 a.C la Cappadocia e la Bitinia (due regioni poste sotto il protettorato di Roma). Per rispondere all’affronto subito erano state inviate alcune legioni, ma Licinio Lucullo che le comandava, giunto sul luogo degli scontri, si era trovato in difficoltà. Tra l’altro egli era inviso al ceto equestre che non gli perdonava alcuni editti emessi in Asia per porre freno all’avidità dei publicani (gli appaltatori delle tasse). Per questo motivo l’incarico gli venne tolto e fu affidato a Pompeo.
Mitridate fu così attaccato sia da terra sia da mare, abbandonato da Tigrane (che Pompeo era riuscito a farsi alleato) e persino tradito dal figlio Fornace: nel 63 a.C, quindi, il re del Ponto si uccise e l’Oriente ellenistico veniva così conquistato. La Siria, già conquistata insieme alla Cappadocia e la Bitinia da Tigrane, divenne una provincia; la Palestina, cui venne concesso di restare autonoma, invece fu posta sotto il protettorato di Roma: il regno dei Seleucidi era scomparso e il territorio che si estendeva dal mare Egeo all’Eufrate era stato organizzato in un sistema di protettorati e di province. Nel giro di soli quattro anni Pompeo era riuscito a conquistare un territorio che forniva all’erario romano un introito pari almeno a duecento milioni di sesterzi.
Quando Pompeo sbarcò a Brindisi, nel 62 a.C, il suo carico di gloria e di bottino era tale che i Romani si chiedevano con ansia se e come egli avrebbe utilizzato il suo prestigio e la sua ricchezza: in molti, infatti, sospettavano che, facendo affidamento sull'incondizionata fedeltà delle legioni, egli intendesse abbattere la Repubblica e dar vita a un principato monarchico. Ma il comportamento da quello temuto e, dopo aver congedato l’esercito, egli si limitò a fare al Senato due richieste: la ratifica dei provvedimenti presi in Asia e la distribuzione di terre ai suoi veterani.

Registrati via email