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La Guerra del Peloponneso

1.La guerra del Peloponneso
1.1 La resa dei conti. Sparta contro Atene
Sistema delle alleanze
L'imperialismo ateniese, iniziò ad estendersì in tutto il mondo ellenico. Per fare questo, non era necessaria una vera e propria conquista: bastava che le singole poleis fossero spinte ad entrare nella lega di Delo, già composta da 150 poleis. A quel punto l'unico ostacolo all'egemonia ateniese era Sparta e la lega del Peloponneso. Pericle, ben consapevole di questo, condusse una politica aggressiva contro Corinto e Megara, facendo scoppiare un conflitto nel 431 a.C.

Prima fase della guerra
Nel primo decenni di guerra, il conflitto era piuttosto ripetitivo. Gli spartani puntavano sulla loro superiorità terriera, e gli Ateniesi si ritirarono all'interno di lunghe mura. Dopo il primo anno di guerra, si verificò un'epidemia di peste all'interno di Atene, favorita dal sovrappopolamento della città.

Oligarchi vs. democratici
Ad Atene, l'andamento della guerra danneggiava soprattutto i piccoli proprietari terrieri, e favoriva i cittadini senza terra. La politica si divise in due orientamenti principali: gli oligarchici e i democratici. Lo scontro tra oligarchici e democratici degenerò spesso in guerra civile.

Pace di Nicia
La guerra intanto proseguiva tra altre vicende. Atene ottenne un importante successo a Sfacteria e Sparta occupò Anfipoli.
La guerra si risolse solo quando Cleone, il capo dei democratici, cadde in combattimento. Ad Atene, allora prese il sopravvento la corrente favorevole a un'intesa con Sparta e Nicia (un oligarchico) stabilì un accordo con Sparta per far finire la guerra senza vincitori e vinti.


1.2 L'allargamento del conflitto: Atene contro Siracusa
Alcibiade
La pace di Nicia, che sarebbe dovuta durare cinquant'anni, resse pochissimo. Atene riprese una politica di sostegno alle città del Peloponneso ostili a Sparta. Ad Atene i democratici, continuavao ad essere comunque ecclesiastici. Tra i maggiori esponenti (i demagoghi) si affermò Alcibiade, nipote di Pericle. Egli propose una spedizione a Siracusa.

Spedizione di Nicia
Nel 415 a.C. Una flotta di 134 triremi, salpò per la Sicilia, ma la spedizione venne indebolita dai contrasti politici che agitavano Atene.
Dopo che le truppe erano già sbarcate, Alcibiade fu privato del comando e richiamato in patria, accusato di uno scandalo a sfondo religioso. Era accusato di aver fatto mutilare le statue di Ermes. Alcibiade quindi, passò al servizio di Sparta.
Nicia subentrò a Alcibiade e condusse le operazioni militari in modo incerto. Siracusa potè contare sull'aiuto di Sparta e gli opliti Ateniesi di Nicia furono sconfitti e costretti alla resa.

Declino di Atene
La sconfitta in Sicialia fu un evento di enorme risonanza. Ne approfittarono nel 411 a.C. Gli oppositori dei democratici, che tentarono di imporre un governo oligarchico. Questo tentativo fu subito rovesciato dal richiamo di Alcibiade nella città per la difesa di quest'ultima.
1.3 L'Intervento dei Persiani e la fine della guerra

Sparta prende il sopravvento
I Persiani approfittarono della situazione fornendo appoggio e aiuti in denaro a sparta per rientrare nelle vicende del mondo greco.
Negli anni successivi, Sparta potè allestire un flotta per contrastare la superiorità navale di Atene.
Atene quindi, prese il controllo dell'Ellesponto, dimostrando una formidabile capacità di resistenza. E così Alcibiade, eletto stratega riuscì a sconfiggere Sparta a Cizico (410 a.C.)

Sconfitta di Atene
Dopo l'allontanamento di Alcibiade, la flotta ateniese ottenne una grande vittoria presso le isole Arginuse. Ma ancora una volta un errore politico compromise il successo militare. Gli strateghi furono accusati di non aver prestato soccorso ai dispersi in mare e furono condannati a morte.
Rimasta senza abili comandanti la flotta ateniese fu distrutta l'anno dopo, e fu assediata nel 404 a.C.

Pace umiliante
Tebe e Corinto avrebbero voluto radere al suolo Atene, ma sparta si oppose ponendo condizioni di pace molto dure. Atene fu assorbita nel sistema di potere spartano in posizione di alleato-suddito, privata di tutti i possedimenti esterni e delle cleruchie.
L'imposizione più grave fu la revisione della costituzione in senso oligarchico.

1.4 L'egemonia di Sparta

Trenta Tiranni e morte di Socrate
Ad Atene i membri della commissione furono così impopolari da venire soprannominati i trenta tiranni. Dopo neppure un anno il loro governo fu abbattuto. Durante il breve governo oligarchico, molti democratici furono perseguitati ed esiliati. Tornati al potere, i democratici fecero altrettanto con i loro avversari politici.
Il nuovo regime democratico condannò a morte Socrate.

Sparta vs. gran re
Spara intanto oscillava tra la tendenza a consolidare l'alleanza con la Persia e l'aspirazione a porsi alla guida del mondo ellenico contro l'impero persiano. Prevalse quest'ultima e Sparta decise di appoggiare Ciro nella sua rivolta.
Artaserse passò alla controffensiva, ma subì numerosi rovesci ad opera delle truppe mercenarie greche. Nacque un nuovo conflitto, la guerra di corinto.

Impero persiano
Grazie ai finanziamenti persiani Atene aveva potuto ricostruire le lughe mura, ma quando tentò di ricostruire la Lega Delio-attica si riavvicinò a Sparta. La guerra di Corinto durò fino al 387 a.C. Quando i rappresentanti delle maggiori poleis furono riuniti a Sardi per concludere la pace di Antalcida. => Alle poleis della penisola venne fatto divieto di stringere alleanze tra di loro, ma i persiani erano ormai gli arbitri delle vicende greche.


1.5La supremazia di Tebe e la crisi delle poleis

LA DEBOLEZZA DI SPARTA
Nonostante l'appoggio persiano, l'egemonia di Sparta era molto fragile, grazie al fatto che le proprietà terriere venivano frazionate nel passare in eredità da una generazione all'altra.
A sparta inoltre, si affermarono alcuni personaggi di spicco che puntavano alla loro individualità, portando ad una crisi per la società spartana.

TEBE CONTRO SPARTA
La debolezza dell'egemonia spartana fu mostrata quando Tebe riuscì a liberarsi dal presidio spartano e riunire in una lega le principali poleis della Beozia. Ciò provocò l'intervento armato di Sparta. Sotto la guida di Pelopida e Paminonda, i Tebani estesero il loro dominio in Tessaglia.

LA FINE DELLA SUPREMAZIA MILITARE TEBANA
L'improvvisa ascesa di Tebe sconvolse tutti gli equilibri tra le poleis. Il suo punto debole però era l'economia, esclusivamente agricola; Le continue azioni militari portavano però via braccia ai campi. Nel 362 a.C. Gli eserciti riuniti di Sparta e Atene furono battuti dai Tebani.

LA CRISI ECONOMICA E SOCIALE DELLE POLEIS
Le continue guerre avevano rovinato molti contadini-opliti, fino a fargli dover vendere i loro campi. Atene molti finirono a partecipare alla vita politica solo per ricavarne i sussidi economici.
Per parte loro gli Ateniesi più ricchi si preoccupavano solo di sottrarsi al peso delle liturgie. Sparta subì insieme ad Atene una crisi sociale profonda.

1.6 Il regno di Macedonia e la Grecia

FILIPPO E L'ASCESA DELLA MACEDONIA
Situato nel nord della penisola greca, il regno di Macedonia era vissuto sotto il controllo aristocratico per secoli. I macedoni, considerati barbari, avevano cercato di trarre vantaggio dal conflitto tra Sparta e Atene, alleandosi con ambedue in momenti diversi. Filippo II fu il primo a concepire una possibile espanzione macedone: rafforzò l'esercito, riorganizzando la fanteria. Nacque la falange macedone, compatta ed impenetrabile.

L'ESPANSIONISMO MACEDONE
Con il suo nuovo esercito, Filippo iniziò una lunga serie di guerre di espansione. Con le guerre, con la diplomazia e con la corruzione riuscì ad estendere la sua influenza anche alla Grecia centrale e meridionale. Si era dunque formata una forte monarchia che aveva la capacità militare per imporsi sulle poleis.

TEBE E ATENE CONTRO FILIPPO
Di fronte all'espansione macedone gli Ateniesi si divisero in filomacedoni(Isocrate) e antimacedoni(Demostene).
Demostene riuscì a convincere l'ecclesia a opporsi a Filippo, fino a far formare nel 340 a.C. Una Lega Antimacedone. Si giunse così alla guerra, che ebbe vincitore Filippo, che punì Tebe, ma evitò ogni condanna ad Atene.

L'EGEMONIA DI FILIPPO E LA LEGA DI CORINTO
La vittoria di Cheronea diede a Filippo la prima egemonia sulla Grecia. Fu proclamata la pace generale e costituita una lega panellenica autonoma. Dalla nuova alleanza, che prese il nome di “Lega di Corinto”restò fuori Sparta, costretta poi con la forza ad aderire.
Filippo spinse la lega a dichiarare guerra alla Persia, ma fu improvvisamente assassinato.

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