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L’ordinamento politico della Roma precittadina

La storia precittadina e proto cittadina di Roma è, ancora oggi, avvolta dal più fitto mistero. Le più recenti scoperte archeologiche, tuttavia, sembrano evidenziare per “l’antico Lazio” l’evoluzione da forme aggregative di piccolissime dimensioni,i pagi, i villaggi, ad insediamenti più vasti e fortificati costituenti le città. Il “sinecismo” avrebbe riguardato, in origine, le comunità insistenti sul Quirinale e sul Palatino, cui si sarebbero aggiunte quelle insediate sugli altri colli romani. E’ possibile che questa evoluzione sia venuta a seguito di patti federativi tra le piccole comunità, in origine di esigenze di carattere militare e di culto religioso, ma è sicuro che il fenomeno dall’aggregazione fu lento e complesso e che ebbe un momento di grande accelerazione solo quando in territorio italico e laziale, inseguito alla colonizzazione greca sorsero unità politico-terrioriali in imitazioni delle città elleniche e controverso, se l’organizzazione politica primitiva all’interno dei villaggi si identificasse: a) nell’idealtipo della tribù – con accentuazione, quindi del carattere etnico-comune a tutti gli abitanti al cui interno non operava una forte stratificazione sociale e le funzioni erano stabilite non in base alla ricchezza ma al sesso, all’età al valore militare; b) in quello della famiglia proprio iure che rispetto a quelle comune iure dai limiti incerti, a basi più salde e riconoscibili, fondata come era sul matrimonio e sull’agnatio cioè sulla parentela che univa per linea maschile tutti coloro che si trovavano o potevano trovarsi sotto la potestà di un unico pater familias; c) nell’ideal tipo della gens, cioè dall’organismo parentale più ampio costituito da tutti coloro che portavano lo steso nomen il “gentilicium”. Si può affermare che la rilevanza di tutti e tre i tipi di organizzazione è documentata nell’esperienza monarchica e protorepubblicana di Roma, si che non è agevole determinare il modello polictio primigenio in età precivica. E’ congetturabile, tuttavia, che l’organizzazione gentilizia abbia avuto in età monarchica il sopravvento sul fondamento delle forme in cui sono strutturati sia il consiglio dei patres che i comizi curiati. Ancora in età tardo repubblicana ai gentiles, sia pure in subordine agli adgnati, erano riconosciuti diritti successori sul parlamento di colui che fosse morto senza testamento e non avesse avuto discendenti legittimi sugli Heredes, o parenti in linea maschile. L’organizzazione gentilizia avrebbe condotto ad accentuare le differenze di carattere economico e cetuale, tra coloro che possedevano la terra, i patrizi fortemente inurbati e i loro clienti, che la coltivavano al di fuori della città.

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