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L'ipotesi Matriarcale

Secondo un’ipotesi formulata per la prima volta nel secolo scorso dallo storico svizzero Johann Bachofen, la prima organizzazione sociale sarebbe stata quella matriarcale (dal greco metér), dominata cioè dalle donne, cui sarebbe spettato il potere sia familiare, che sociale e politico.
Inizialmente le donne, stanche delle continue sopraffazioni imposte loro dagli uomini, avrebbero tentato una «resistenza armata», di cui resterebbe traccia nel mito delle amazzoni, guerriere leggendarie vissute ai confini del mondo civilizzato, sulle montagne del Caucaso. Fallito questo tentativo, le donne avrebbero cercato di conquistare il potere, utilizzando la loro religiosità per ammansire gli uomini e convertirli a valori non violenti quali la giustizia e la solidarietà verso i deboli.
A poco a poco sarebbe stato imposto anche il matrimonio monogamico (di un uomo con una sola donna, in contrapposizione a quello poligamico) e con esso il potere femminile nelle famiglie e nella società.
Ma quale sarebbe stato, in termini di millenni, il periodo storico in cui avrebbero dominato le donne? Nelle diverse zone della Terra l’umanità raggiunse la civiltà neolitica in periodi diversi: in Asia tra il 12000 e il 6000 a.C., e nel bacino del Mediterraneo tra il 5000 e il 3000 a.C. Il matriarcato, dunque, inteso come l’organizzazione sociale caratteristica del periodo neolitico, sarebbe esistito in momenti storici diversi, a volte molto lontani tra loro. Successivamente, lo sviluppo dell’agricoltura, dei commerci, di nuove forme di ricchezza, avrebbe creato situazioni di conflitto, rendendo quindi necessaria, nei villaggi, la presenza di un capo capace di difenderli: un capo militare maschio.
La democrazia che aveva caratterizzato la vita dei villaggi protoagricoli matriarcali avrebbe cosí ceduto il passo a una società disuguale, dove le donne gradualmente e inesorabilmente avrebbero perso il potere.

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