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L'evoluzione costituzionale di Atene

Un piccolo villaggio diventa una grande città

All’inizio Atene era un piccolo villaggio, si trovava in una zona ricca di boschi il cui legname veniva utilizzato per costruire le navi.
Nelle pianure vicine si coltivavano cereali e sulle colline la vite e l’ulivo.
Erano molto sviluppati: l’artigianato, il commercio e la lavorazione dell’argilla. Atene si ingrandì sempre di più, e divenne un grande centro politico ed economico della Grecia.

Atene è governata dagli esponente della nobiltà terriera

La nobiltà esercitava il potere con tre organi: l’arcontato, l’areopago e l’ecclesia. L’arconato aveva il potere esecutivo, era formato da nove arconti scelti ogni anno tra i proprietari terrieri. Uno dava il nome all’anno, un altro si occupava della difesa militare, un altro curava le funzioni religiose e gli altri sei si occupavano dei processi.

L’areopago era un consiglio composti da ex arconti, questo giudicava i reati più gravi e nominava gli arconti.
L’ecclesia era l’assemblea dei cittadini liberi aveva compiti assai limitati e risolveva conflitti tra gli aristocratici.

Dracone stabilisce le prime leggi scritte

Spesso gli aristocratici compivano abusi e prepotenze, per porre fine a questo fu dato incarico a Dracone di scrivere le prime leggi, esse furono molto severe ma abolirono la vendetta privata.

Con Solone il governo non è più un privilegio della nobiltà

Visto che le leggi fatte da Dracone erano troppo severe, specie per il popolo, fu eletto arconte Solone, che fece nuove leggi più giuste.
Solone abolì la schiavitù per debiti e stabilì che le cariche pubbliche dovevano essere date in base alla ricchezza e non alla nobiltà. La popolazione fu divisa in quattro classi, in base al reddito agricolo, ed ogni cittadino aveva i propri diritti e doveri. Solone formò anche un tribunale popolare chiamato eliea, giudicava le cause civili e penali.
Tutte le classi sociali rimasero scontente delle nuove leggi di Solone, tanto che alla sua morte ci furono nuove lotte politiche.

Il tiranno Pisistrato governa con il consenso del popolo

Approfittando di questa situazione un nobile ateniese Pisistrato prese il potere e si proclamò tiranno, unico signore di Atene.Egli governò per circa trent’anni con saggezza. Tolse alcune terre ai grandi proprietari che diede ai contadini ai quali fece prestiti per coltivare olivi e viti. Favorì il teatro, le lettere e le arti.

Crolla la tirannide e si scatena la guerra civile

Alla morte di Pisistrato il governo passò ai suoi figli, il primo venne ucciso, mentre il secondo continuò a governare, ma fu costretto a fuggire perché sia l’aristocrazia che il popolo gli erano contro.Quindi scoppiò la guerra civile fino a che venne eletto l’arconte Clistere.

Le riforme di Clistene aprono la strada alla democrazia

Clistene fece una nuova riforma che si basava sull’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e divise il territorio in trenta distretti.
Dieci sulla costa, dieci in pianura e dieci in montagna.
Quindi le raggruppò in dieci tribù. Ogni tribù sceglieva cinquanta persone che formavano il consiglio dei Cinquecento. Poi fece un consiglio formato da dieci generali dell’esercito. I diritti politici erano riservati ai cittadini maschi originari di Atene.

Clistene istituisce l'Ostracismo

Una volta all’anno si poteva mandare in esilio chiunque fosse sospettato di volere impadronirsi del potere. Questo veniva fatto alla presenza di seimila cittadini e la votazione si faceva utilizzando dei pezzi di terracotta sui quali veniva scritto il nome della persona pericolosa.

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