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Il quadro storico

La morte di Alessandro il Macedone avvenne nel 323 a.C., senza che il sovrano avesse un erede in età da succedergli, questo determinò un periodo di forte instabilità. Fra i generali scoppiarono una serie di guerre che possono suddividersi in due fasi: nella prima c’era la volontà dei singoli di garantirsi un dominio esclusivo sull’intero territorio del Macedone e nella seconda l’impero fu diviso tra i vari contendenti in vari regni destinati a durare per 80 anni prima che Roma li sottomettesse definitivamente. Intanto in Grecia si diffuse un nuovo costume politico, caratterizzato dall’associazione di piccole comunità in leghe: nacquero la Lega Etolica e la Lega Achea. Le due città-guida dell’Ellade, Atene e Sparta, insieme alla loro antica rivale, Tebe, persero ogni peso politico.
I regni ellenistici e l’espansione romana
Filippo V (regno di Macedonia) fu attaccato dai romani che consideravano la sua politica nell’Egeo pericolosa e sconfitto in Tessaglia. Il tentativo del suo successore, Perseo, di ridare maggiore importanza alla Macedonia, riaccese le ostilità con i romani che lo sconfissero definitivamente a Pidna. La Macedonia fu divisa in quattro settori autonomi prima di essere ridotta a provincia romana. La Lega achea fu annientata mentre quella etolica sopravvisse solo nominalmente. Gli Attalidi, sotto la guida di Pergamo si allearono con i romani e Attalo III lasciò il suo regno in eredità a Roma. Il regno di Siria, sotto Antioco III, fu sconfitto definitivamente alle Termopili e a Magnesia. L’Egitto fu l’ultimo a scontrarsi con Roma: Silla, approfittando delle lotte interne, impose come sovrano un suo protetto, Tolemeo, e le lotte interne per la successione provocarono l’intervento di Giulio Cesare a favore di Cleopatra. La battaglia di Azio, riportata da Cesare Ottaviano contro Cleopatra e Marco Antonio, che si era alleato con la regina, provocò la definitiva sconfitta dell’Egitto.
Aristotele e la cultura ellenistica
Nel corso del IV secolo a.C. si sviluppò la speculazione filosofica di Aristotele, che rivelò le possibilità del logos: l’intelletto era capace di individuare anche il metodo d’indagine e nacquero così le teorie scientifiche e le loro dimostrazioni il cui linguaggio scaturiva dal rigore scientifico. Il Liceo, centro aristotelico per antonomasia, era una scuola organizzata i cui interessi spaziano dal campo filosofico a quello naturalistico. Nel Peritato, il portico, il maestro teneva le lezioni e si serviva anche della collaborazione dei suoi discepoli. Aristotele utilizzò la trattatistica, come mezzo di diffusione per una cultura così vasta che non poteva essere circoscritta ai confini della polis e che per questo anticipò il cosmopolitismo dell’età ellenistica. Di fronte alla crisi della polis, Aristotele, dopo aver affermato che l’uomo deve vivere razionalmente e dopo aver indicato che la vita associata è il più alto grado di razionalità, consigliò all’individuo la vita contemplativa, lontana dalla collettività e dalla partecipazione attiva alla politica (tendenza largamente seguita in età ellenistica). Alla sua morte Aristotele lasciò la direzione del Peritato a Teofrasto che si indirizzò verso tematiche scientifiche e retorico-letteraria.

I centri di diffusione dell’Ellenismo: L’Ellenismo fu una fioritura della civiltà greca in ambiti geografici nuovi, nei quali essa venne a contatto con nuove culture. In oriente ciò ebbe come conseguenza un processo di ellenizzazione, mentre in occidente diede vita ad un confronto e ad un’emulazione da parte del mondo latino. Alessandria (alle foci del Nilo) fu il centro più famoso e più importante che contese ad Atene il primato della cultura. Furono istituite la Biblioteca e il Museo. Il Museo era una vera e propria scuola la cui direzione era affidata ad un epistates (corrisponde allo scolarca del Peritato). La Biblioteca, era annessa al Museo, e la direzione era affidata allo stesso sovrano che dirigeva un gruppo di filologi e grammatici, e veniva svolto anche un lavoro di trascrizione, i testi tradotti venivano conservati nel Sarapeo. Anche Antiochia, poiché era un importante centro di commerci, divenne u n centro culturale grazie a Seleuco Nicatore e ad Antioco III il Grande. Anche Pergamo era fornita di una ricca Biblioteca e lo sviluppo delle arti e della letteratura fu possibili grazia ai sovrani. Accanto a questi centri ne sorsero altri minori come Cos, Rodi, Pella . Atene mantenne il primato nella filosofia e nell’arte drammatica, con la grande fioritura della commedia nuova.

Gli orientamenti della cultura: Con il superamento della polis e con l’avvento delle grandi monarchie autocratiche la partecipazione attiva del cittadino alla vita politica, che aveva il suo centro attivo e vitale nella polis, scomparve. L’agorà fu ridotta a semplice luogo di commercio e l’esercizio dell’attività politica fu affidata al sovrano e ai suoi ministri. Non più cittadino, ma suddito, l’uomo greco subì una metamorfosi intellettuale e spirituale. Da un lato vi fu una tendenza sempre più spiccata al cosmopolitismo (Stoicismo) e dall’altra si avvertì l’esigenza di sostituire i valori collettivi della polis con quelli della sfera individuale e privata (Epicureismo). In questo clima l’uomo abbandonava i sistemi filosofici di Platone e Aristotele per rivolgersi a filosofie orientate a fini etici. La filosofia rimase un privilegio delle classi più elevate mentre gli umili si avvicinarono a esperienze religiose di tipo esoterico. L’influsso della religiosità orientale si manifestò anche nella divinazione del sovrano.

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