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Omar Khayyàm

Una delle figure più importanti della letteratura islamica fu Omar Khayyàm, che visse attorno al 1100. Egli fu sapiente enciclopedico: scrisse libri di aritmetica, algebra, musica: risolse problemi complessi di algebra e studiò i matematici antichi come Euclide ed Eudosso; fu astronomo e fondò anche un osservatorio a Isfahanin Persia. Grazie alle sue osservazioni astronomiche rinnovò il calendario, con una precisione e un’esattezza persino superiori a quelle dei calendari occidentali.
Omar Khayyàm è noto anche per la sua attività poetica. Egli scrisse in lingua persiana una serie di quartine (o Rubayyàt), una forma tipica della poesia persiana. Esse furono rese note in Europa dall’inglese Edward Fizgerald, che nel 1859 ne tradusse nella sua lingua circa un centinaio e ne fece un autore alla moda, più volte da allora tradotto nelle varie lingue europee. In realtà, molte poesie a lui attribuite potrebbero essere di altri autori, sicché il “canzoniere” di questo poeta è uno spaccato della traduzione poetica persiana. Khayyàm era un personaggio famoso islamico alla sua epoca: alcuni di ateismo, per altri invece era un profondo mistico.

Le poesie di Omar Khayyàm sono in realtà molto misteriose, perché comprendono temi intellettuali e teologici elevati, e anche liriche sull’amore e sull’amicizia. A volte, assumono toni malinconici, che ricordano quelli delle liriche di Orazio, fondate sul vivere giorno per giorno, come la seguente:

Il chiaro di luna ha fiorato di luce la
Veste alla notte, bevi vino un istante,
ché meglio non troverai mai più.
Stai lieto e di nulla ti cura, ché molti
Chiari di luna solitaria di noi ancora
Illumineranno la terra.

La tomba di questo geniale e sapiente artista (Omar Khayyàm) sorge ancora nel luogo in cui operò principalmente la città di Nishapur nell’odierna Iran.

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