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Le istituzioni Ittite: politica, leggi e religione

Gli Ittiti derivano molti aspetti della loro civiltà (per esempio l’adozione della scrittura cuneiforme) dalle diverse popolazioni che abitavano la Mesopotamia. In ogni caso, manifestano anche alcuni aspetti originali, soprattutto nell’organizzazione politica e nelle leggi: il loro codice, per esempio, diversamente da quello di Hammurabi, prevedeva pene pecuniarie in luogo detaglione in un questo senso ne rappresentava una versione più evoluta.
Quanto alla funzione del re, secondo le ipotesi oggi più accreditate, questi sarebbe stato in origine una sorta di primus inter pares (cioè primo tra persone di pari rango) e quindi una figura ben diversa sia dal faraone egizio (considerato figlio di un Dio) sia dal sovrano mesopotamico (rappresentante degli dei sulla terra). Si potrebbe dire che il re Ittiti incarnasse un concetto della sovranità più “laico” rispetto a quello dei popoli che li avevano preceduto. Una struttura politica importante era costituita dall’assemblea degli uomini liberi (chiamata Pankus), che aveva voce in capitolo su molti aspetti rilevanti sulla vita sociale, primo fra tutti l’elezione del nuovo re. In materia di religione, gli Ittiti veneravano molte divinità. Tra queste occupava una posizione privilegiata la famiglia divina formata dalla dea del Sole Arianna, dal suo sposo e dal loro figlio divino.

A differenza di quanto si verificò nelle altre civiltà dell’Oriente, però, la casta religioso non ebbe tra gli Ittiti una grande importanza e, dunque, neppure un peso tale da condizionare la loro vita politica.

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