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Istituzioni romane e fase repubblicana

La monarchia, come ricordiamo, era caduta perché ai capi delle gentes più influenti non andava bene che il re avesse potere assoluto dimenticandosi completamente delle famiglie gentilizie. Quindi con l’avvento della Repubblica si delineò un modello di stato in cui il potere non fosse più concentrato nelle mani del singolo. Le nuove magistrature erano collegiali; abbiamo in ordine decrescente pretori, consoli, questori, edili e censori:
* i pretori (istituiti nel 367 a.C.) ebbero carica annuale e diressero l’attività giudiziaria, inizialmente ce n’era uno solo ma il numerò salì a due e, siccome dovevano amministrare militarmente le province che crescevano di numero, andavano via via aumentando anch’essi. In caso di assenza dei consoli si occupavano loro di quelle funzioni;
* i consoli erano magistrati supremi subordinati ai pretori e venivano eletti annualmente, la loro coppia di nomi identificava l’anno in cui ricoprivano la loro carica ed esso veniva annotato nei Fasti consolari. Ad ogni modo dirigevano la politica e amministravano lo stato, comandavano gli eserciti e avevano il pieno diritto di proporre nuove leggi all’assemblea dei cittadini;
* i questori amministravano il denaro dello stato e il finanziamento degli eserciti, la questura è la prima magistratura con cui si accede al cursus honorum (una sorta di carriera fra queste cariche…);
* gli edili si occupavano della cura delle città (edilizia cittadina, viabilità, mercati, sorveglianza dei templi, approvvigionamento e dell’organizzazione degli spettacoli);
* i censori venivano eletti ogni cinque anni, ma restavano in carica solo per diciotto mesi e avevano molti compiti come il censimento dei cittadini e la stima dei loro beni, la revisione della lista dei senatori, il controllo della moralità pubblica, la cura di edifici e luoghi pubblici (vie, ponti e acquedotti) e la concessione in affitto di terre dello Stato.
Consoli, pretori e censori venivano eletti dai comizi centuriati mentre questori ed edili dai comizi tributi; queste magistrature erano ordinarie e i loro poteri venivano passati, solamente in estremi casi di pericolo, a un dittatore che era un magistrato straordinario (nominato da uno dei due consoli) in carica per un tempo massimo di sei mesi.
Dalla fase regia si è passati alla vera forma della Res Publica che è caratterizzata dalla compresenza e dall’interazione fra Senato, magistrature e popolo. Furono determinanti le lotte fra patrizi e plebei, nel 494 a.C. ci fu la prima “secessione” della plebe che con uno sciopero riuscirono ad ottenere alcuni diritti civili e politici come quello di eleggere propri rappresentanti (tribuni della plebe, considerati inviolabili o per meglio dire sacrosanti, che avevano diritto di veto nei confronti dei provvedimenti che altri magistrati prendevano contrariando quelli che erano gli interessi della plebe) e l’approvazione della legge Canuleia nel 445 a.C. che aboliva il divieto di matrimonio fra patrizi e plebei. Pian piano i consoli giunsero sino al Senato, il primo salì al potere nel 366 a.C.
Il patriziato non solo aveva potere in campo politico ma anche in campo religioso: i pontefici erano sacerdoti di carica vitalizia che custodivano lo ius sacrum (regole del diritto sacrale) e tutta la lista delle varie festività religiose che dovevano ordinare all’interno del calendario, tenevano aggiornato l’elenco dei magistrati del popolo romano e potevano in qualunque momento bloccare ogni iniziativa dei magistrati in quanto si occupavano del rapporto fra uomini e dei. Per far si che lo stato divenisse democratico occorreva sottrarre ai pontefici il controllo esclusivo del diritto; a poco a poco questa scienza giuridica venne resa nota tramite la pubblicazione di leggi e formulari come le leggi delle XII Tavole promulgate a metà del V secolo a.C., lo Ius Flavianum di Appio Claudio Cieco del 304 a.C. e l’usanza di dare pubblici responsi giuridici del III secolo a.C. introdotta da Tiberio Coruncanio. È quindi nel III secolo a.C. che ha inizio la letteratura latina: è il momento in cui lo Stato ha raggiunto il suo assetto giuridico - istituzionale essendo cessato il monopolio della giurisprudenza da parte del pontificato.

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