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I fattori di debolezza dell’Impero Romano: Secondo un’interpretazione tradizionale, la fine dell’Impero Romano, e quindi del mondo antico, sarebbe stata causata dalle invasioni barbariche, principalmente Germani provenienti dall’Europa centro-orientale tra il III e il V secolo d.C. Inizialmente i fini delle invasioni erano il saccheggio e il bottino delle popolazioni stanziate lungo le frontiere dell’impero, alla metà del IV secolo si trasformarono in vere e proprie migrazioni di massa. Quando i barbari conquistarono l’Impero rinunciarono al nomadismo e si stanziarono lì; questa fu una delle cause della crisi dell’epoca ma non la riusciva a giustificare a pieno dato che vi erano già diversi fattori di debolezza.
La divisione dell’Impero: Tra il II e il III d.C. secolo si succederono decine di imperatori. Tra questi vi fu Diocleziano che salì al trono nel 284 e riuscì a stabilizzare il potere imperiale. Per evitare che la successione da un imperatore all’altro fosse motivo di discordie egli escogitò un sistema chiamato tetrarchia (governo di quattro): questo prevedeva che all’impero fossero assegnati due imperatori detti Augusti che governavano rispettivamente Oriente e Occidente; a loro volta nominavano due Cesari che sarebbero stati i loro successori e prima di ciò ognuno avrebbe retto in sotto l'ordine una parte dell’Oriente o Occidente. Roma cessò di essere la sede del governo imperiale: all’inizio del IV secolo essa perse la sua centralità politica. La tetrarchia non ebbe il successo sperato e il suo fallimento fece nascere nuove discordie. L’impero si riunifica con Costantino. Nel 395 alla morte dell’Imperatore Teodosio il regno di Oriente e il regno di Occidente si separano per sempre.

La crisi militare: La crisi militare era dovuta alle diverse invasioni barbariche, che non essendo sempre pacifiche, ma spesso vere e proprie razzie, l’esercito necessitava di maggiore cibo, armi e soldati, facendo così aumentare vertiginosamente il prezzo degli eserciti.
Difficoltà e trasformazioni dell’economia: Insieme alla crisi politica e militare si iniziarono a vedere segni di debolezza economica. I costi dell’amministrazione dell’impero sono sempre stati alti. Le incursioni dei barbari producevano insicurezza rendendo il commercio difficile e portando all’abbandono di molte attività di artigianato. Il governo aumentava le tasse del popolo (in particolare negli strati meno ricchi) per le spese crescenti della difesa militare. La scarsità di prodotto portò a un costante aumento di prezzi e la moneta perse valore, venendo coniata con una minore quantità di metallo prezioso e ciò provocò una costante inflazione. I grandi proprietari terrieri abbandonavano le città e si ritiravano nelle ville dove si organizzavano produzioni artigianali.
La crisi demografica: Durante il tardo antico guerre, carestie e epidemie portarono a una forte crisi demografica. Inoltre sempre più cittadini abbandonavano la città e si rifugiavano nelle ville dei proprietari terrieri in cerca di lavoro e protezione dalle invasioni barbariche.
Crisi spirituale e affermazione del Cristianesimo: Alla crisi demografica, politica e sociale si aggiunse anche quella religiosa che si concluse in una netta rottura culturale. Nell’impero la religione tradizionale riusciva sempre meno a soddisfare le esigenze morali e spirituali della popolazione. Sin dai primi anni che seguirono alla predicazione e alla crocifissione di Gesù i suoi seguaci costituirono numerose comunità cristiane in Oriente e Occidente. I cristiani si rifiutavano di compiere i sacrifici rituali agli dei della religione romana ufficiale. Ma il Cristianesimo in quanto religione monoteista non poteva accettare nemmeno il culto del ‘’divino’’ imperatore e anche per questo i cristiani furono perseguitati. Le comunità cristiane attiravano masse crescenti di fedeli, non solo di classi meno abbienti ma anche di persone di cultura e senatori. L’imperatore Costantino nel 313 con l’Editto di Milano assicurò ai cristiani libertà di culto su tutto l’impero. Alcuni decenni dopo, sotto l’imperatore Teodosio, il Cristianesimo fu riconosciuto religione ufficiale dell’impero.

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