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La Britannia da quando alla fine del 406 era stata abbandonata dalle truppe romane era rimasta sguarnita. I proprietari terrieri latini c’erano ma i loro coloni erano indigeni schiavizzati grazie alle milizie romane. Dunque, è ovvio che partite queste i contadini si ribellarono per motivi etnici ed economici e la maggior parte dei proprietari residenti viene massacrata. Da lì la Britannia non solo sarà fuori dall’impero ma, attaccata da Angli e Sassoni anche la cultura latina sparirà. Il substrato della popolazione non è latino e scompare ogni traccia di romanizzazione. La tradizione latina verrà reintrodotta dai monaci.

I visigoti, come già detto, avevano allargato il loro territorio a discapito dei Vandali. Questi scendono a gruppi in Spagna dal 418 e in 4 anni verrà staccata dall’impero. Nel corso del 419 in Spagna il re dei Vandali, in accordo con Alani e Svevi guida un’invasione a sud del Tago. Costanzo manda a dire a Vallia e a Bonifacio, il comes d’africa, di recarsi in Spagna a fermare l’espansione dei Vandali. Ma Costanzo nel 421 muore e intanto che Valentiniano cresce il governo resta nelle mani di Galla. I Visigoti guidati da Gunderico si scontrarono con le poche forze latine vicine a Tarracona, qualche chilometro ad est dell’Ebro e queste vengono massacrate (422). Ciò sancisce la fine del potere imperiale in Spagna, tranne a Siviglia e Cartagena. I Vandali lasciano Alani e Svevi a nord del Tago, occupando la Spagna Betica. I contadini e i pescatori li accolgono, ma a differenza della Britannia il substrato della popolazione resta latino.

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