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Pericle e la sua svolta

Pericle riuscì a dare una svolta al mondo ateniese, conducendo la sua città verso l'imperialismo. Può sembrare una contraddizione che il massimo esponente della democrazia ateniese favorisse questo stile politico, eppure le due cose si incastravano, poiché appartenevano allo stesso fenomeno. Lo Stato democratico affrontava ingenti spese per il mantenimento del popolo e promuoveva una politica ispirata a splendide costruzioni monumentali che avrebbero trasformato Atene in un museo all'aperto. Ma le risorse finanziarie per portare a compimento tale progetto si dovevano prelevare dai tributi del popolo.

La tregua fra Atene e Sparta

Dopo la morte di Serse, l'Egitto tornò a ribellarsi sotto la guida di Inaro che chiese l'aiuto a Pericle, il quale glielo accordò. Atene dovette registrare una dura sconfitta. Nel 449 a.C. la pace di Callia chiuse definitivamente lo stato di belligeranza tra Greci e Persiani. Quanto alla lotta tra Sparta e Atene, quest'ultima ottenne qualche successo. Nel 446 a.C. fra Atene e Sparta fu stipulata una pace trentennale.

Il tesoro di Atene

Dopo la pace di Callia, Atene decise di trasferire le risorse da Delo ad Atene e la lega non aveva ormai nessuna rilevanza politica, tutto veniva deciso dall'assemblea ateniese. Atene proibì alle città alleate di coniare monete, ponendo la loro economia nelle mani della città egemone. Si verificarono perciò episodi di ribellione che furono letteralmente repressi, con le colonie sotto controllo Atene decise di attuare una politica democratica. Con questa scelta, Pericle, allargò ancora di più le basi della democrazia.

La supremazia culturale ateniese

Fu questa un'epoca di grande sviluppo economico ed artistico per Atene. Molte ricchezze furono utilizzate per abbellire la città e come simbolo della grandezza di Atene fu edificato il Partenone, su consiglio di Pericle, dal grande scultore Fidia. Pericle era un uomo di vasta cultura e del suo circolo fece parte anche sua moglie Aspasia, donna di grande intelligenza e fascino. Gli avversari di Pericle cercarono in tutti i modi di accendere l'animosità della massa contro il circolo culturale di Aspasia, facendo leva sulla differenza che circondava da molto tempo questo gruppo di intellettuali ritenuti troppo lontani dalla mentalità comune, oltre che atei. Alcuni di essi furono coinvolti in numerosi processi di empietà e perciò esiliati.

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