Il periodo storico dal 69 AL 96 D.C

Il 69 d.C, ovvero il periodo dopo la morte di Nerone avvenuta nel 68 d.C, è un anno in cui succedono quattro imperatori:
1. Galba: Membro di antica aristocrazia senatoria, che voleva restaurare un regime di stampo Augusteo, egli venne eletto dalle truppe stanziate in spagna Terragonense.
2. Otone: Governatore della Lusitania, appoggiato dalle truppe orientali
3. Vitellio: Eletto dopo la morte di Galba, è sostenuto dalle truppe occidentali
4. Vespasiano: Eletto come sostituto di Otone, rappresenta le truppe orientali, nacque a Rieti da ricca famiglia equestre.
Il primo ad essere eletto imperatore tra questi fu Galba, che però giunto a Roma venne assassinato nel foro.
È importante sottolineare come in realtà nessuno i questi imperatori fu ne di famiglia aristocratica di Roma ne venne eletto secondo il consenso del senato ma bensì essi sono tutti governatori di province che traggono forza dalla fedeltà dell’esercito (come si nota in realtà vengono a scontrarsi gli interessi delle due metà dell’impero, di occidente e di oriente)

Dopo la morte di Galba si scontrarono a Cremona i due imperatori rimasti ovvero Vitellio e Otone che alla fine perderà e si suiciderà, viene poi sostituito dalla figura di Vespasiano che raccoglie nuovamente gli eserciti orientali e in particolare quelli della Palestina per fare fronte al rivale. Vespasiano lasciò inoltre la gestione della Giudea al figlio Tito e si scontra con Vitellio presso Cremone, vincendolo nasce la dinastia “Fliavia”

“La dinastia flavia”

Il fondatore della dinastia è Vespasiano, nel 71 d.C, egli associa al potere il figlio Tito con pieni poteri nominando invece Domiziano, Cesare. Vespasiano attua una politica conservatoria e cerca di riavvicinare il senato e soprattutto cerca di restaurare una politica simile a quella di Augusto. In generale il suo governo è caratterizzato per stabilità e buona amministrazione.
Inoltre egli fa una serie di atti pubblici che riportano alla necessita del recupero della traidizone:
1. Nel 71 d.C egli inizia il restauro del tempio di Giove Capitolino
2. Tra il 72 e il 74 d.C attua la cacciata di filosofi e astrologi da Roma
3. Riveste la carica della censura nel 73 e 74 d.C che gli permette di immettere nel senato, decimato dalle guerre civili, elementi di rango equestre provenienti da occidente.
4. Nuovo impulso alla concessione della cittadinanza soprattutto in spagna con la “ius latinum”
5. Si iniziano i lavori per la costruzione dell’anfiteatro Flavio, anche detto “Colosseo”

Vi sono inoltre delle rivolte nei primi anni 70’ che Vespasiano e il figlio Tito devono sedare
1. Rivolta di Giulio Civile nel 70 d.C il quale voleva proclamare la creazione di un nuovo impero Gallico
2. Distruzione e sedazione della rivola a Gerusalemme del 70 d.C da part di Tito, questo evento e la politica di “sparpagliamento” degli ebrei per tutto il mediterraneo segna l’inizio della “diaspora”, nel 71 d.C Tito celebra con gli onori la vittoria in giudea.

“Il periodo di Tito”

Quando Tito, essendo il padre morto, gli succedette, molti temerono un ritorno di un governatore di stampo Neroniano, Tito invece si caratterizzò durante il suo breve governo (dal 79 d.C all’81 d.C) per una certa liberalità e clemenza (sotto il suo governo non vi furono mai condanne per alto tradimento che decretassero la pena di morte per qualche senatore).
Gli eventi principali del suo governo furono:
1. Eruzione del Vesuvio: Avvenuta il 24 agosto del 79 d.C essa distrusse le città di Pompei ed Ercolano e segno anche la morte di Plinio il Vecchio che era generale della flotta imperiale a “Capo di Miseno, andò appositamente a Pompei per vedere con i suoi occhi l’eruzione e li rimase morto
2. Incendio di Roma: Nell’80 d.C Tito stanziò ingenti fondi pubblici per supportare le famiglie delle vittime
3. Anfiteatro Flavio: Nell’80 d.C venne completato il Colosseo i cui lavori erano iniziati ben 10 anni prima per volontà del padre, vennero organizzati 100 giorni di giochi pubblici.
4. Terme pubbliche

“Il periodo di Domiziano”

Rispetto ai predecessori egli attua una politica fortemente autocratica senza tenere minimamente in conto le necessità dell’aristocrazia, il senato perde importanza apparendo sempre di più un organo ormai non fondamentale.

Sebbene rispetto al padre e al fratello Domiziano non avesse un passato di imprese illustri, egli si caratterizzò per un’attenta amministrazione dello stato soprattutto legiferando leggi e nuovi editti e tendendo sempre in conto la meritocrazia (i suoi predecessori erano invece più propensi ad una politica di nepotismo)
Domiziano oltre a riforme burocratiche, attua anche una grande campagna di spese pubbliche sia per rafforzare l’esercito e gli armamenti sia per risanare alcune zone di Roma ancora dannaggiate dall’incendio dell’80 d.C
Le principali campagne militari che Domiziano affronta furono:
1. Nell’83 d.C muove guerra alle popolazioni dei Catti tra Reno e Danubio
2. Nell’85 d.C Domiziano richiama a Roma il governatore della Bretagna, Agricola, e sposta le truppe stanziate sul fronte orientale nella zona del Danubio dove deve affrontare Decebalo, il re dei Daci. Al comando è posto Cornelio Fusco che riesce a respingere i Daci oltre il Danubio ma poi è sconfitto. Infine solo nell’88 d.C il re Decebalo verrà sconfitto e Domiziano fa la pace coi Daci a causa di una rivolta in “Germania Superior”, una provincia da poco creatasi (cioè in sostanza non riesce ad organizzare la finale invasione della Dacia a causa di questa rivolta.

“Letteratura di età Flavia e post-Flavia”

Domiziano non fu di certo ben gradito dai suoi contemporanei e nemmeno dai letterati tanto è che morì per una congiura di palazzo nel 96 d.C e il suo nome, come quello di Nerone, subì una “damnatio memoriae”.
Nel periodo Flavio, la letteratura seppur nei limiti di un ormai scomparso mecenatismo, subisce quantomeno un nuovo impulso centralizzato alla ripresa dei valori della tradizione (in contrapposizione al gusto orientaleggiante di Nerone), così abbiamo la ripresa di due autori:

1. Per la poesia epica si rimanda alla tradizione della poesia civile di Virgilio
2. Per l’oratoria si riprende lo stile di Cicerone e si cerca anche di creare una cultura fondata sull’oratoria con la creazione anche delle prime cattedre pubbliche sotto Vespasiano (nel 78 d.C il letterato Quintilliano è il primo professore stipendiato pubblicamente)
In generale lo scopo è di creare una letteratura che si ponga in profondo contrasto con la letteratura neroniana, così ad esempio Seneca non viene apprezzato.
Dopo la morte di Domiziano, Tacito affermerà “Ora si torna a respirare”.

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