pexolo di pexolo
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Caracalla (211-217 d.C.)


Caracalla fece fuori il fratello e restò unico imperatore; egli si ricorda per un evento tanto importante quanto poco attestato: la concessione della cittadinanza romana a tutto l’Impero nel 212 d.C. attraverso la cosiddetta Constitutio Antoniniana, che prendeva questo nome per riallacciare i Severi alla dinastia precedente. Il provvedimento preso da Caracalla si conosce solo tramite la testimonianza di un papiro frammentario; questa incredibile decisione era volta ad ingrandire la maestà del popolo romano ed innalzare la gloria dei suoi dèi, portando al loro culto tutti i sudditi dell’Impero: il suo era quindi uno scopo politico e religioso, cioè quello di compattare, in un momento di grave crisi, l’Impero romano e lo strumento era l’identità civica e l’omogeneità religiosa, due princìpi che serviranno poi per le future persecuzioni (gli imperatori romani perseguiteranno i cristiani non perché cattivi, ma perché è profondamente radicata nello spirito romano l’idea che bisogna conservare la pax deorum e che gli dei proteggono il popolo se questo offrono il suo culto in modo sentito e adeguatamente). Le motivazioni di Caracalla furono quindi presumibilmente queste e vennero ritenute genuine, mentre per alcune fonti egli voleva ottenere l’allargamento della retribuzione fiscale e dell’annona militare a tutto l’Impero; nel papiro ritrovato si precisa che dovevano essere esclusi dalla concessione della cittadinanza tutti i dediticii (tutte quelle popolazioni dell’Impero ancora non romanizzate, che vivevano ai margini e che erano state accolte nell’Impero in un rapporto di fides, cioè perché si erano date in fede). Anche Caracalla organizzò una spedizione contro i Parti e fu ucciso quasi subito da alcuni suoi ufficiali.
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