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IL PRINCEPS E I FUNZIONARI DIPENDENTI

Ebbe due potestà fondamentali. L’imperium proconsulare maius et infinitum, implicò il potere di alta sorveglianza e direzione sui governatori provinciali. La tribunitia potestas fu decretata da Augusto a titolo vitalizio dal senato a lui e ai suoi successori da un’apposita lex tributa. Consistè nel potere insindacabile di convocare e presiedere il senato e di intercedere contro tutti i magistratus populi romani, Potestà minori furono l’imperium sulle province. Egli fu un magistrato extra ordinem, vitalizio, monocratico, con poteri attribuiti dalle assemblee popolari e dal senato. In caso di mancata fiducia era destituito. Le sue molte funzioni lo indussero a far ricorso ad una moltitudine crescente di fiduciari, i funzionari imperiali, da lui nominati e revocati per mansioni civili e militari. Quelli di maggior rilievo furono: il praefectus urbi funzionario di altissimo rango, le cui attribuzioni consistevano nella tutela dell’ordine cittadini, e funzioni giurisdizionale in materia penale e civile; il praefectus annonae provveva all’approvvigionamento cittadino; il praefectum vigilum si occupò della polizia notturna e del servizio anti incendio. i praefecti pretorio, potevano decidere in merito a sentenze civili e penali dei governatori provinciali. I praefecti esplicavano funzioni in sostituzione del princeps; i legati coadiuvavano il principe nel comando e amministrazione delle legioni; i procuratores svolgevano attività finanziarie e i curatores funzioni anticamente attribuite ai censores.

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